Le prime luci dell’alba di venerdì hanno fatto da sfondo ad un’operazione che sembra uscita da un racconto investigativo: pedinamenti discreti, osservazioni sul campo e un filo sottile da seguire, quello dei consumatori di droga. È proprio da lì che i Carabinieri sono partiti, ricostruendo passo dopo passo la strada che ha condotto a un insospettabile “nascondiglio”, un presunto punto di approvvigionamento.
L’attività, condotta dai militari della Sezione Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Lecce, si è sviluppata “sul terreno”, tra riscontri concreti e movimenti “sospetti” legati al consumo locale di sostanze stupefacenti. Seguendo a ritroso contatti e dinamiche, gli investigatori sono arrivati ad un giovane di 23 anni, incensurato, ritenuto un possibile punto di riferimento per la detenzione e distribuzione della droga.
La perquisizione e la scoperta
Le prime verifiche sono scattate a San Cesario di Lecce, nell’abitazione del ragazzo. Ma qui, dietro porte e stanze, non è emerso nulla. Nessuna traccia evidente. La perquisizione si è conclusa in un vicolo cieco? Non ancora.
L’attenzione, a questo spunto, si sposta nelle campagne di San Donato di Lecce, in località Macchitelle. Un immobile rurale nella disponibilità del giovane è diventata il nuovo punto di osservazione. Anche qui, all’interno dell’abitazione principale, tutto sembrava regolare. Ma è spesso nei dettagli che si nasconde la verità.
L’attenzione dei Carabinieri si concentra su alcuni locali, in particolare su una stanza che un tempo era adibita a stalla. Un cancello in ferro, chiuso da un lucchetto, segnava il confine tra ciò che è visibile e ciò che è nascosto. La chiave non c’è. Si decide di intervenire.
Una volta aperto il cancello, i dubbi sono diventati certezze. All’interno, tra un armadietto metallico, vecchie valigie e un frigorifero in disuso, sono spuntate fuori numerose confezioni sottovuoto di marijuana, già pronte per la eventuale distribuzione. Il peso complessivo supera gli 11 chilogrammi e mezzo. Accanto alla sostanza stupefacente, anche bilancini di precisione e strumenti per la termosaldatura, elementi tipici di un’attività organizzata di confezionamento.
Su alcuni involucri c’erano delle annotazioni scritte a mano, probabilmente utilizzate per distinguere qualità o tipologia della droga. Un sistema rudimentale ma efficace, che racconta di un’attività ben strutturata.
Il sequestro è stato immediato. La droga è stata sottratta al mercato, interrompendo un potenziale canale di distribuzione sul territorio.
La marijuana, spesso percepita come una “droga leggera”, resta in realtà la sostanza stupefacente più diffusa, soprattutto tra i giovani. Un fenomeno che continua a crescere anche a causa della sottovalutazione dei rischi legati al suo consumo.
Per il 23enne è scattato l’ arresto in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Su disposizione del Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Lecce, per lui si sono aperte le porte del Carcere di Borgo San Nicola.
Resta ora aperto il capitolo giudiziario. Il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dalla legge, eventuali responsabilità penali saranno accertate nel corso del processo, nel contraddittorio tra le parti.
Nel frattempo, tra le campagne del Salento, resta l’eco di un’operazione che dimostra come, seguendo le tracce giuste, anche i percorsi più nascosti possano venire alla luce.