Minacce per telefono e tramite i social ad una collega. Badante patteggia la pena

Il patteggiamento ad 1 anno e 10 mesi di reclusione, con pena sospesa, era stato “concordato” in precedenza dalla difesa con il pubblico ministero.

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Una presunta “guerra” tra badanti si conclude con il patteggiamento. Nelle scorse ore, il gup Angelo Zizzari ha inflitto 1 anno e 10 mesi di reclusione (pena sospesa) e 400 euro di multa a una 50enne di origini moldave, per il reato di estorsione, con il riconoscimento della lieve entità del fatto. Il patteggiamento era stato “concordato” in precedenza dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Luigi Corvaglia, con il pubblico ministero Erika Masetti.

I fatti si sarebbero verificati, tra febbraio e marzo dello scorso anno, a Sannicola. In base a quanto ricostruito dagli inquirenti, sulla scorta della denuncia presentata dalla persona offesa, la badante avrebbe costretto una collega a consegnare la somma di 300 euro per averle in precedenza procurato il lavoro in casa di un’anziana signora a Nardò. In particolare, la 50enne l’avrebbe minacciata prima su Facebook e poi per telefono, dicendole che se l’avesse incontrata per strada avrebbe preteso con la forza il denaro richiestole. Non solo, poiché l’avrebbe “avvertita” di non riferire a nessuno delle richieste di soldi ricevute. In una circostanza, la badante avrebbe inviato alla collega un file audio con varie frasi minacciose, chiedendole di incontrarla se voleva ancora lavorare.

E il primo marzo scorso, di fronte alle continue e pressanti richieste e dopo avere presentato un’integrazione di querela, la vittima consegnava alla 50enne la somma di 300 euro, presso un parco.