La Puglia nel manifesto elettorale diventa un pene, Loredana Capone: “Che schifo, non è arte né satira”

Sul muro di un edificio che si affaccia su piazzetta Panzera, a Lecce, è comparso il disegno del manifesto usato da Loredana Capone nella campagna elettorale, con un insulto sessista.

«Che schifo! Se questa è arte o satira politica ditemelo voi». Inizia con queste parole il post pubblicato sulla pagina Facebook di Loredana Capone, reduce dalla campagna elettorale che le ha permesso di conquistare un posto in Consiglio con quasi 14mila preferenze. Qualcuno, non certo un “artista”, ha riprodotto il suo manifesto su un muro del centro storico di Lecce, sporcandolo con un messaggio, anzi una offesa sessista. Sull’edificio che si affaccia in piazzetta Panzera, la Puglia è stata sostituita da un pene. Anche il nome dell’ex assessore al Turismo e alla Cultura è stato cambiato per diventare Lorella, ma è chiaro, chiarissimo che sia lei la destinataria del disegno.

«Se questa è arte o satira politica ditemelo voi. Io – ha commentato la Capone –  lo trovo un insulto sessista che offende chi, invece, della street-art ne fa strumento di denuncia e poesia. L’averlo fatto su un muro che è di tutti, poi, lo rende ancora più vile. Viva l’arte degli artisti veri. Agli altri lasciamo la barbarie dell’inciviltà».

Il post ha collezionato centinaia di commenti di solidarietà.

Solidarietà nei confronti dell’esponente politica leccese del Partito Democratico è giunta in maniera unanime dall’amministrazione comunale che ha subito rimosso il graffito ingiurioso che “imbrattava” il muro dell’Ufficio Anagrafe.

«La nostra Puglia non sei tu. Perché non deridiamo le donne, nè le offendiamo usando immagini di un sesso maschile. Perché non imbrattiamo gli edifici pubblici, li rigeneriamo. Perché amiamo la street art che dona colore, bellezza e speranza ai quartieri; non quella che ingiuria. Un abbraccio a Loredana e alla sua famiglia» ha commentato il sindaco Carlo Salvemini nel post sui socialsi in cui ha voluto rivolgersi all’autore dell’insulto.

La condanna del presidente Minerva

«Anche se il disegno è stato rimosso, restano, lo sdegno, il disgusto e l’amarezza per il messaggio che si è voluto lanciare attraverso quell’immagine» ha dichiarato il presidente della Provincia, Stefano Minerva che ha voluto condannare il gesto “vile, squallido, offensivo e lesivo della dignità non solo di una donna che, con competenza e capacità, è impegnata in politica e nelle istituzioni, ma di tutte le donne”.

«C’è ancora tanta strada da fare, evidentemente, per raggiungere in politica e nella nostra società una nuova cultura basata sul rispetto vero della persona e su un’autentica parità di genere. Per questo – ha concluso – lì dove non è possibile prevenire, occorre continuare ad indignarsi, denunciare, rifiutare con fermezza, ribellarsi a qualsiasi logica e gesto sessista”, conclude Minerva.

Lo sdegno delle Pro Loco pugliesi

“Ignobile, vile e degradante”. Così il presidente delle Pro Loco Unpli pugliesi, Rocco Lauciello, ha definito il murales offensivo “indirizzato” alll’assessore regionale uscente Loredana Capone.

«A nome di tutte le Pro Loco di Puglia desidero esprimere piena solidarietà e umana vicinanza alla dottoressa Capone e sdegno netto e perentorio verso gente che potrebbe investire tempo e doti (tutte da acclarare) in altre faccende decisamente più nobili e costruttive».



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