Omicidio Copertino, si scava nella vita del Carabiniere per trovare il movente. Sequestrati dei fucili

Si scava nella vita privata dell’ex maresciallo in pensione freddato a sangue freddo. Alcuni fucili sarebbero stati sequestrati all’uomo di San Donaci ascoltato ieri con la famiglia.

Mettere insieme i pezzi e gli indizi che si hanno a disposizione sull’omicidio di Copertino per  cercare di trovare il killer che ha ucciso a sangue freddo  Silvano Nestola, l’ex maresciallo dei Carabinieri in pensione colpito a morte a pochi passi dall’abitazione della sorella, dove era andato a cena con il figlio di 10 anni come tutte le sere. L’assassino che a volto coperto ha premuto il grilletto sapeva di trovarlo lì, in contrada Tarantino. Conosceva quell’abitudine e lo ha atteso, nascosto nel buio, prima di colpirlo  a morte.

Sequestrati i fucili da caccia

Nessuna pista è esclusa, ma è nella vita privata dell’ex maresciallo che si sta scavando. In mano agli inquirenti ci sono alcuni punti certi: l’arma utilizzata, un fucile da caccia calibro 12. E alcuni fucili sono stati sequestrati all’uomo di San Donaci accompagnato in Caserma per essere ascoltato insieme alla sua  famiglia. Una formalità, un atto dovuto insomma per fare una comparazione con i pallettoni recuperati sulla scena del crimine.

Il fascicolo di indagine aperto dal pm Paola Guglielmi per omicidio volontario è, al momento, a carico di  ignoti. Come sconosciuto è il movente. Potrebbe esserci un attrito personale alla base dell’omicidio ma si tratta di supposizioni.

C’è attesa anche per l’autopsia sul corpo di Nestola che verrà effettuata dal medico legale Roberto Vaglio, nelle prossime ore.



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