Costringeva ragazzine a spogliarsi e compiere atti sessuali estremi: condannato a 12 anni

La sentenza è stata emessa al termine del rito abbreviato. Sequestrate circa 27 mila immagini e scoperti oltre 3mila contatti telefonici. L’uomo adescava le giovani vittime con profili falsi

Arriva la condanna a 12 anni per l’informatico arrestato nel mese di gennaio con l’accusa di avere adescato numerose ragazzine, costringendole a spogliarsi e dar vita ad atti sessuali estremi. La sentenza, che prevede anche le attenuanti generiche, è stata emessa dal gup Michele Toriello al termine del rito abbreviato, celebratasi, nelle scorse ore, presso l’aula bunker di Borgo San Nicola. Invece, il pm d’udienza Milto De Nozza ha invocato la condanna a 15 anni.

L’imputato, un 41enne di Palermo, è assistito dall’avvocato Mirko De Luca e presenterà ricorso in Appello, una volta depositate le motivazioni della sentenza.

L’informatico palermitano venne arrestato nel mese di gennaio con l’accusa di avere adescato numerose ragazzine, costringendole a spogliarsi e dar vita ad atti sessuali estremi.

Le nove vittime, tra cui una salentina, non si sono costituite parte civile. Il processo ha fatto riferimento soltanto ad un primo filone d’inchiesta. Le vittime individuate in fase d’indagine sarebbero molte di più e comparirebbero altre ragazze salentine.

L’indagine, condotta dai Carabinieri della Tenenza di Copertino, guidati dal luogotenente Salvatore Giannuzzi, ha preso il via dopo la denuncia dei genitori di una minore. La vittima si era confidata con le insegnanti che la vedevano turbata e preoccupata.
Il decreto di fermo nei confronti del 41enne palermitano, del gennaio scorso, porta la firma del pm Luigi Mastroniani e del procuratore Leonardo Leone De Castris.

L’informatico palermitano era accusato di avere adescato numerose ragazzine, costringendole a spogliarsi e dar vita ad atti sessuali estremi. Complessivamente, sono state sequestrate circa 27 mila immagini e scoperti oltre 3mila contatti telefonici. L’uomo adescava le giovani vittime con profili falsi, utilizzando la foto di un ragazzo molto più giovane di lui.

Dopo averle adulate e fingendosi interessato a conoscere attitudini e gusti (ad esempio musicali) delle vittime si faceva dare delle foto intime. E in caso di rifiuto si rivolgeva loro con frasi del tipo: “Dico tutto ai tuoi”, “ora cerco il numero…di sicuro ti scannano”.

Durante le indagini non è stato necessario eseguire l’incidente probatorio per ascoltare le ragazze, in modo da evitare che fossero sottoposte ad ulteriori traumi. I loro genitori, ad ogni modo, hanno confermato che i numeri in possesso dell’arrestato fossero delle loro figlie.

Come afferma il pm Mastroniani nell’ordinanza a proposito dell’arresto: “il modus operandi minuziosamente approntato non lascia spazio ad alcun dubbio: è un predatore sessuale seriale di ragazzine di ogni età, anche inferiore ai tredici anni, capace di soggiogare le sue vittime con sorprendente astuzia, ma anche con spietata minaccia.”.



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