Un percorso naturalistico appena realizzato e già deturpato dai soliti incivili. La segnalazione

Un lungo itinerario naturalistico, disegnato nella campagna in agro di Lizzanello tra Lecce e Vernole, finito nel mirino degli sporcaccioni ancor prima di essere inaugurato. La denuncia di alcuni cittadini

Una nuova viabilità pensata per collegare meglio la strada provinciale Lecce – Vernole alla vecchia via che dal capoluogo conduce alla litoranea San Cataldo – San Foca. Tra rotatorie e nuove bretelle asfaltate c’è posto anche per un percorso naturalistico da percorrere di corsa, a piedi o in bicicletta, poco conosciuto, ma già frequentato da qualcuno per attività all’aria aperta o escursioni domenicali. In solitaria oppure in compagnia di amici e familiari.

Un tratto di paesaggio splendido, verdeggiante e rigoglioso, scelto dai soliti incivili per liberarsi di immondizia e materiale di risulta. La solita storia, insomma, se non fosse che questo tragitto è stato appena realizzato e forse nemmeno ultimato. Già troviamo, però, pneumatici di automobili, plastica e materiale di risulta. Un oltraggio alla natura, un attentato all’ambiente vero e proprio che non si può lasciare così.

Siamo in agro di Lizzanello, al confine col territorio comunale di Lecce e di Vernole, a ridosso della tangenziale est, se non possiamo chiedere ai comuni di sorvegliare su una linea di confine, allora è necessario installare delle foto-trappole, perché lì, le abbiamo viste, ci passano le autovetture, e non dovrebbero. Non solo perché ci sono evidenti segnali di divieto di transito e di accesso, ma anche perché la colorazione dell’asfalto significa che abbiamo a che fare con una pista ciclabile dove le auto non sono ammesse. E, invece, ci vanno eccome per scaricare, non visti, il loro materiale da riversare nell’erba alta trasformando dei luoghi bellissimi in pattumiere a cielo aperto.

Si tratta, a nostro avviso di fatti gravi, di veri e propri reati che reclamano giustizia. Ecco perché sarebbe utile interessare i carabinieri forestali e impegnarli in attività di controllo mirato. Perché non possiamo accettare di veder spesi soldi pubblici e poi mandarli…in discarica.



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