Non si ferma l’attività di contrasto alla pesca illegale lungo il litorale salentino. Nei giorni scorsi, un’operazione coordinata dalla Guardia Costiera di Otranto, con il supporto dei militari del nucleo Carabinieri P.M. della Scuola di Cavalleria, ha portato all’identificazione di un peschereccio intento a operare in un’area sottoposta a severi divieti.
L’imbarcazione, con due persone a bordo, è stata individuata a circa 100-150 metri dalla battigia all’interno dello specchio d’acqua antistante il poligono di “Torre Veneri”. Si tratta di una zona permanentemente interdetta alla balneazione, alla navigazione e alla pesca a causa delle esercitazioni militari a fuoco che vi si svolgono quasi quotidianamente.
L’individuazione è stata possibile non solo grazie al pattugliamento, ma anche attraverso il monitoraggio tecnologico. Le Capitanerie di Porto hanno utilizzato i sistemi AIS (Automatic Identification System) e VMS (Vessel Monitoring System), che permettono di tracciare da remoto le rotte delle unità navali. Incrociando questi dati con rilievi fotografici e video, i militari hanno accertato che il peschereccio aveva calato in acqua circa 1.500 metri di rete in piena zona vietata.
Il comportamento irresponsabile, che mette a repentaglio la pubblica incolumità oltre alla sicurezza degli stessi pescatori, ha portato a pesanti conseguenze. E’ stata elevata una sanzione amministrativa 2.000 euro a carico del Comandante e dell’Armatore; sono stati decurtati sei punti dalla licenza di pesca ed è stata sequestrata l’attrezzatura.
Dall’inizio dell’anno sono già quattro le sanzioni elevate in questo tratto di costa. La Guardia Costiera ribadisce con forza l’invito al rispetto dell’Ordinanza n. 18/2003, fondamentale per garantire la sicurezza di tutti i cittadini.