Sicurezza nel Salento, Il Questore di Lecce adotta 37 misure di prevenzione


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Nell’ambito del costante potenziamento dell’attività di controllo del territorio e di contrasto alla criminalità diffusa, la Polizia di Stato di Lecce ha segnato un importante punto di svolta nell’ultima settimana. Il Questore di Lecce,  Giampietro Lionetti, ha adottato complessivamente 37 misure di prevenzione.

Avvisi Orali

L’attività della Divisione Anticrimine della Questura di Lecce questa settimana ha visto, in prima battuta, l’emissione di 12 avvisi orali. Questa specifica misura di prevenzione costituisce il primo e più immediato monito formale che l’Autorità Provinciale di Pubblica Sicurezza rivolge a un soggetto ritenuto socialmente pericoloso. L’applicazione di tale provvedimento implica che i destinatari abbiano tenuto condotte concretamente rischiose per l’ordine e la sicurezza pubblica; attraverso la notifica, il Questore avvisa il soggetto dell’esistenza di indizi a suo carico, invitandolo a cambiare condotta di vita, pena l’accesso a restrizioni più severe.
I  provvedimenti sono stati tutti notificati grazie all’azione coordinata tra il personale della Questura di Lecce e quello dei Commissariati  e l’iter di questi provvedimenti ha visto una proficua collaborazione istituzionale: parte degli avvisi orali sono stati infatti proposti anche dall’Arma dei Carabinieri, per poi essere emessi dal Questore, dopo l’istruttoria della Divisione Anticrimine della Questura di Lecce.
​Tali misure hanno riguardato principalmente persone coinvolte in indagini per spaccio di stupefacenti, con l’eccezione di un minore, arrestato dal Commissariato  di Gallipoli per una rapina a mano armata consumata il 27 febbraio scorso ai danni di una donna straniera.

​ Fogli di Via Obbligatori

​Una seconda e fondamentale misura utilizzata con efficacia è il Foglio di Via Obbligatorio. Tale provvedimento allontana soggetti ritenuti socialmente pericolosi da un territorio in cui non risiedono e non hanno interessi legittimi, per un periodo da 6 mesi a 4 anni. La violazione della misura, anche solo per transito, è punita con l’arresto da uno a sei mesi.
Nell’ultima settimana sono stati emessi 8 provvedimenti di questo tipo, di cui 4 proposti dagli Uffici della Polizia di Stato e quattro dall’Arma dei Carabinieri, tutti notificati con estrema urgenza. Citiamo il caso di un 45enne barese, domiciliato a Trepuzzi e con numerosi precedenti che, a seguito di un furto con strappo di una collanina compiuto ai danni di una donna a Lecce, è stato allontanato dal capoluogo con effetto immediato per 3 anni.
​La misura molto spesso è adottata nel caso di truffe in danno di anziani perpetrate solitamente da “truffatori in trasferta”, è il caso di un uomo di Modena, residente a Latina, intercettato dalla Polizia Stradale dopo aver truffato un’anziana signora, a cui il 45enne aveva sottratto 8.000 euro con il pretesto di una falsa cartella giudiziaria non pagata dalla figlia. La misura è stata emessa in via d’urgenza: entro 3 ore dalla notifica, l’uomo è stato diffidato a tornare nel comune di Guagnano per 3 anni.
E poi un altro caso è relativo a due provvedimenti della durata di 1 anno, notificati a un uomo e una donna sorpresi a rubare tronchi di albero d’ulivo da appezzamenti di terreno privati.

Daspo

​Sempre sul fronte della prevenzione, particolare attenzione è stata rivolta alla sicurezza negli stadi attraverso l’istituto del Daspo. Nell’ultima settimana sono stati emessi 8 provvedimenti. ​
Le notifiche hanno riguardato due tifosi del Casarano, coinvolti nei tafferugli avvenuti tra le tifoserie in occasione dell’incontro Casarano-Casertana del 14 febbraio 2026. Durante gli scontri, in cui è rimasto ferito un tifoso locale, i due in questione, pur essendo stati a loro volta aggrediti, hanno preso parte attiva ai disordini. La loro condotta violenta è stata cristallizzata dalle immagini filmate dalla Scientifica della Polizia di Stato, che ne hanno permesso l’identificazione. I provvedimenti notificati vietano ai due tifosi l’accesso a tutte le manifestazioni sportive per un periodo, rispettivamente, di due e tre anni dalla data di notifica.