La Procura chiude l’inchiesta sulle presunte irregolarità ad un concorso interno all’Università del Salento. Secondo l’accusa, la commissione esaminatrice avrebbe certificato falsamente il possesso della conoscenza della lingua inglese, come requisito richiesto dal bando, da parte di un candidato. Nell’avviso di conclusione delle indagini, a firma del pubblico ministero Alessandro Prontera, compaiono i nomi dei cinque componenti della commissione di una selezione pubblica. Si tratta di una professoressa associata in servizio presso il Dipartimento di Ingegneria dell’innovazione dell’Università del Salento e presidente della commissione; una dirigente di seconda fascia del Politecnico di Torino; un dirigente del settore edilizia e patrimonio della Provincia di Lecce; la collaboratrice ed esperta di lingua inglese del Centro linguistico di ateneo; una funzionaria dell’Università del Salento con funzioni di segreteria verbalizzante.
L’inchiesta ha preso il via dalla denuncia, presentata attraverso l’avvocato Antonio Savoia, da un professionista che aveva preso parte alla procedura concorsuale. I fatti contestati si riferiscono alle operazioni concorsuali svolte a Lecce il 6 giugno 2024. Secondo l’accusa, nel verbale numero 7, redatto al termine delle prove orali del concorso pubblico per titoli ed esami bandito per la copertura di un posto a tempo pieno e indeterminato di categoria EP, avrebbero attestato il falso, con riferimento all’adeguata conoscenza della lingua inglese da parte del candidato, poi risultato vincitore. Per la Procura, questi, sottoposto alla lettura e traduzione di un testo in lingua inglese, non avrebbe svolto la prova e si sarebbe sottratto all’accertamento del requisito linguistico previsto dal bando.
Gli indagati rispondono dell’ipotesi di reato di falso ideologico in atto pubblico e potranno chiedere di essere interrogati o presentare memorie prima che il pm chieda il rinvio a giudizio e dunque il processo. Sono assistiti d’ufficio dall’avvocato Nicola Leo.