Inchiesta su giro di droga e pestaggio in carcere, un imputato patteggia la pena a 3 anni e 6 mesi di reclusione


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Arrivano un patteggiamento, due rinvii a giudizio e l’accoglimento del rito abbreviato per un quarto imputato, al termine dell’udienza preliminare su un complesso giro di droga (lo stupefacente doveva essere introdotto anche in carcere) ed un pestaggio che portò, un anno fa, a due arresti.

Nelle scorse ore, il gup Marcello Rizzo  ha accolto la richiesta di patteggiamento a 3 anni e 6 mesi di reclusione per Antonio Cassiano, il 20enne leccese accusato di spaccio di stupefacenti. Il giudice ha accolto l’istanza dell’avvocato Raffaele Benfatto, che aveva concordato la pena con la Procura.

Invece, Salvatore Andrea Polimeno, 36enne leccese, sarà giudicato con il rito abbreviato, il prossimo 16 settembre, come richiesto dai suoi legali, gli avvocati Salvatore Rollo e Matteo De Vergori. Risponde, in questo procedimento di spaccio, estorsione, tentata estorsione e di aver nascosto nella sua cella un telefonino abilitato alle videochiamate. Il giovane leccese ha alle spalle una condanna in via definitiva a 26 anni di reclusione per l’omicidio del 21enne Paolo Spalluto, Il terribile fatto di sangue avvenne il 2 agosto 2012 in piazza Palio a Lecce.

Sono stati invece rinviati a giudizio: Jonathan Schirinzi, di 23 anni, e Gianluca De Paola, di 31 anni, entrambi di Nardò. Sono difesi, rispettivamente, dagli avvocati Andrea Bianco e Raffaele Benfatto, e potranno difendersi, durante il dibattimento, dall’accusa di lesioni aggravate in concorso.

L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Rosaria Petrolo e condotta dagli agenti della squadra mobile di Lecce, ha fatto luce su episodi  avvenuti tra gennaio e aprile 2025. Tutto ha avuto inizio quando un detenuto,un 41enne di Campi Salentina  per un debito maturato a seguito della cessione di droga nei confronti di Polimeno,  sarebbe stato brutalmente aggredito da altri carcerati. In base alle indagini si risalì a Schirinzi e De Paola. La violenta aggressione causò alla vittima una frattura del setto nasale e numerose contusioni, con una prognosi di trenta giorni.
Non solo, Polimeno cercò di costringere il detenuto a introdurre sostanze stupefacenti durante i colloqui con i familiari.
Fondamentale, per la realizzazione del piano, il coinvolgimento di Cassiano, che doveva consegnare la droga al fratello del debitore  Le indagini contribuirono a sventare il piano di introduzione dello stupefacente in carcere e portarono al sequestro di 300 grammi di cocaina e 100 grammi di hashish. E si giunse all’arresto di Cassiano e Polimeno, disposto dal gip Maria Francesca Mariano.