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Processo “Favori e Giustizia”, Narracci e Siciliano chiedono di essere giudicati con  l’abbreviato 

by Angelo Centonze
14 Novembre 2020 12:09
in Cronaca
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Dopo la modifica del capo d’imputazione presentata dalla Procura di Potenza, nel processo “Favori e Giustizia”, due imputati chiedono di essere giudicati con il rito abbreviato.

L’istanza è stata avanzata dagli avvocati Amilcare Tana e Nicola Buccico, per l’ex dirigente medico Carlo Siciliano e dai legali Giandomenico De Pascalis e Cesare Placanica per l’ex Direttore dell’Asl Ottavio Narracci.

Il collegio potrebbe decidere sulla richiesta, che dovrebbe essere accolta senza impedimenti, nell’udienza del 17 novembre. In quella data riprenderà l’istruttoria a seguito della suddetta modifica del capo d’imputazione, presentata dal pm Anna Gloria Piccininni nell’udienza scorsa. Oggi sono stati acquisiti altri documenti e si è proceduto all’incarico di trascrizione di alcune telefonate. Invece, in data 27 novembre, dovrebbe avere inizio la requisitoria del pm per gli imputati con rito ordinario, come per i due che hanno richiesto l’abbreviato.

La modifica del capo d’imputazione

Il pm potentino ha rimodulato il capo d’imputazione principale di corruzione in atti giudiziari, in cui si soffermava sul rapporto del pubblico ministero Emilio Arnesano con il Direttore dell’Asl Ottavio Narracci e sugli aiuti giudiziari “garantiti” dal pm, anche grazie all’intermediazione del dirigente medico Carlo Siciliano.

Secondo quanto sostiene la Procura di Potenza, Ottavio Narracci avrebbe procurato a un amico del pm Emilio Arnesano, un’assunzione presso un’azienda con un contratto a tempo indeterminato e rinnovato di volta in volta alla scadenza, complessivamente per 18 mesi, fino al 20 novembre del 2018.

Le altre accuse

Non solo, poiché la Procura potentina contesta anche gli aiuti giudiziari di Arnesano a un urologo, in cambio della fornitura di pastiglie di Viagra.

Dopo avergli consegnato la scatola ed essersi impegnato a trovare altre pastiglie ritenute più efficaci, il medico avrebbe chiesto ad Arnesano di interessarsi ad un procedimento che coinvolgeva una persona a lui vicina, come aveva “promesso” fare.

Il magistrato garantiva di partecipare all’udienza preliminare e in secondo luogo di richiedere al gip – che doveva decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pm titolare dell’inchiesta – di emettere una sentenza di non luogo a procedere.

Gli imputati

Ricordiamo che il pm aveva già rimodulato nel corso di un’udienza del luglio del 2019, il capo d’imputazione principale di corruzione in atti giudiziari, incentrato sui rapporti di Emilio Arnesano, 63 anni di Carmiano, con l’oramai ex Direttore dell’Asl Ottavio Narracci, 60 anni di Fasano e i dirigenti medici Carlo Siciliano, 63 anni di Lecce e Giorgio Trianni, 67 anni di Gallipoli.

Il collegio difensivo

Gli imputati sono assistiti dagli avvocati: Amilcare Tana, Renata Minafra, Luigi Covella, Luigi, Alberto e Arcangelo Corvaglia, Gabriele Valentini, Ladislao Massari, Antonio Savoia, Nicola Buccico del Foro di Matera, Cesare Palcanica del Foro di Roma, Giangregorio De Pascalis del Foro di Trani.

Tags: inchiesta-emilio-arnesano
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