Processo ‘Favori e Giustizia’. L’imprenditore Tommaso Ricchiuto: “Nessuna raccomandazione per il figlio di Arnesano”

Inoltre, sono state ascoltate in aula, come testimoni, i sostituti procuratori Paola Guglielmi e Roberta Licci.

Nuovi testimoni hanno deposto oggi in aula, nel corso di un’udienza-fiume del processo “Favori e Giustizia”, che si sta svolgendo presso il tribunale di Potenza. Tra gli altri, sono stati ascoltati, in qualità di testi della Procura, due ex colleghi del magistrato Emilio Arnesano, arrestato nel dicembre scorso. Si tratta dei sostituti procuratori Paola Guglielmi e Roberta Licci. Entrambe hanno sostenuto, come già riferito in aula dal Procuratore Aggiunto Elsa Valeria Mignone, della sua scarsa “produttività” e di una serie di comportamenti poco consoni per il ruolo che il 62enne di Carmiano ricopriva in Procura.

Due ex colleghe: ‘Arnesano? Un magistrato poco produttivo’

E’ stato sentito un cancelliere che prima lavorava con il pm Arnesano e poi era passato nell’ufficio della dr.ssa Guglielmi. L’uomo ha sostanzialmente negato di aver subito “pressioni” dal magistrato, prima di una precedente deposizione in aula a Potenza.

Oggi sono stati sentiti anche i testi della difesa. Tra di essi, l’imprenditore Tommaso Ricchiuto della Igeco costruzioni che ha chiarito una serie di circostanze contenute nelle nuove carte dell’inchiesta. Dagli atti, emergerebbe come Arnesano avesse chiesto a Siciliano di intercedere presso l’amministratore della società (nei confronti della quale dichiarava di avere in carico un fascicolo processuale) per far assumere il proprio figlio. L’operazione sarebbe andata a buon fine, secondo quanto emerso in fase d’indagine.

Ricchiuto: ‘Mai ricevuto pressioni dal magistrato per assumere il figlio’

Ricchiuto, pur affermando di avere conosciuto Arnesano in occasione di una cerimonia presso il porticciolo turistico Marina di Brindisi, ha fermamente negato di avere ricevuto dal magistrato una raccomandazione per l’assunzione del figlio, in cambio di favori giudiziari. L’imprenditore ha infatti riferito che il ragazzo era stato assunto con regolare bando della Provincia e, tra le altre cose, aveva successivamente lasciato il posto di lavoro. Sempre oggi, è stato sentito l’urologo del Vito Fazzi che avrebbe promesso ad Arnesano una fornitura di viagra, in cambio di un favore giudiziario. Egli ha chiarito che la cessione del prodotto era avvenuta, solo per finalità mediche. Nella giornata di domani è prevista la trascrizione di una nuova perizia sul telefono dell’ex Direttore dell’Asl Ottavio Narracci. Invece, il 15 novembre sono attese le dichiarazioni spontanee dello stesso Narracci. Non solo, poiché sarà ascoltato come teste delle difesa, il sostituto procuratore (all’epoca dei fatti) Angela Rotondano.

Infine, in data 17 gennaio è prevista la requisitoria del pubblico ministero.

Le nuove contestazioni di corruzione in atti giudiziari

Il pm Anna Gloria Piccininni ha rimodulato nel corso di un udienza del luglio scorso, il capo d’imputazione principale di corruzione in atti giudiziari, incentrato sui rapporti di Arnesano con il Direttore dell’Asl Ottavio Narracci e i dirigenti medici Carlo Siciliano e Giorgio Trianni.

Gli imputati sono assistiti dagli avvocati: Amilcare Tana, Renata Minafra, Luigi Covella, Luigi, Alberto ed Arcangelo Corvaglia, Gabriele Valentini, Ladislao Massari, Antonio Savoia, Nicola Buccico del Foro di Matera, Cesare Palcanica del Foro di Roma, Giangregorio De Pascalis del Foro di Trani.



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