Termina con una sola condanna e ben quattro assoluzioni, il processo su una serie di rapine ed estorsioni, nell’ambito di una più vasta inchiesta su tre associazioni a delinquere impegnate nel commercio di sostanze stupefacenti, a Galatone, Gallipoli e Alezio.
I giudici in composizione (presidente Fabrizio Malagnino), nella giornata odierna, hanno inflitto 5 di reclusione ad Alessandro Loiola, 39enne di Galatone, per il quale era stata invocata la condanna a 10 anni. Assoluzione, invece, per Marco Caracciolo, 40enne, come richiesto dal pm, e per Cosimo Marra, 37enne e per Giuseppe Delle Donne, 28enne, entrambi di Galatone. Per loro due, la Procura aveva invocato la condanna, rispettivamente a 8 anni e 6 mesi ed a 9 anni e 6 mesi. Assoluzione anche per Sebastiano Zambonini, 40enne, anch’egli di Galatone, per il quale era stata invocata una condanna a 7 anni e 6 mesi.
Va detto che per un’altra ventina di imputati, il gup Giulia Proto, all’esito dell’udienza preliminare dello scorso anno, aveva disposto il proscioglimento per prescrizione per i reati di traffico e spaccio di droga (riqualificati in ipotesi più lievi). Un altro imputato era stato assolto dall’accusa di essere uno dei mandanti della rapina alla braceria “Gustavo”, avvenuta a Galatone, il 2 marzo del 2013. Per questo episodio erano finiti sul banco degli imputati proprio Marco Caracciolo, ritenuto il “regista” e i compaesani Cosimo Marra e Giuseppe Delle Donne, considerati gli esecutori materiali. Questi ultimi due erano accusati anche della rapina del 27 febbraio del 2013 nell’Ip di Galatone. Quel giorno, agendo coperti dal passamontagna sul volto e con la pistola in pugno, si sarebbero fatti consegnare 350 euro dal gestore. Si sarebbero poi allontanati con una Seat Marbella, di un automobilista al quale avrebbero sottratto anche una collana d’oro. I tre sono stati assolti al termine del processo. A Delle Donne era contestata anche la rapina del 2 marzo del 2013, nella “Q8” di Galatone, con la complicità di Sebastiano Zambonini. I due fuggirono con circa 300 euro, utilizzando una Fiat Punto, provento di una precedente rapina. Anche in questo caso, entrambi sono stati assolti al termine del processo.
Infine, venivano contestate, una serie di estorsioni, tentate e riuscite, aggravate in alcuni casi dal metodo mafioso, nell’ambito di una più vasta indagine. Rispondeva di queste accuse il solo Alessandro Loiola. Tra ottobre e novembre del 2012, quando era sottoposto alla Sorveglianza speciale, avrebbe costretto un concittadino a farsi consegnare 1.000 euro per saldare un debito di droga. Non solo, avrebbe in un’altra circostanza, cercato di “convincere” il titolare di un mobilificio a scontargli effetti cambiari a firma della sorella per 2.000 euro. In che modo? Con la minaccia che altrimenti si sarebbe appropriato della sua auto.
Loiola era infine accusato di avere intimidito due imprenditori del settore del gaming. Secondo l’accusa, sarebbe riuscito a farsi consegnare, rispettivamente, 100 euro e 200 euro, e in un’occasione, avrebbe preteso dal dipendente di uno di questi, la consegna di una parte degli incassi. Solo per l’estorsione per i 200 euro, Loiola è stato condannato. Per tutti gli altri episodi è intervenuta la prescrizione.
Gli imputati sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Roberto De Mitri Aymone, Maurizio My, Massimiliano Pinca e Cosimo Perrone.
Per Loiola, l’avvocato De Mitri Aymone potrà fare ricorso in Appello.