Sovraffollamento nelle carceri italiane, con un tasso del 159,2% va alla Puglia il triste primato

A dare notizia il Segretario Generale Aggiunto di Osapp Pasquale Montesano. La statistica cresce al 165,8 se si considerano i posti conteggiati ma non disponibili.

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Un anno è terminato e un altro ha preso il via e come consuetudine si fanno i bilanci dei 365 giorni trascorsi e si stilano le classifiche che, in alcuni casi, indicano che i più bravi non sono quelli che si posizionano in testa, bensì, negli ultimi posti. È il caso della graduatoria che sentenzia il tasso di sovraffollamento nelle carceri italiane.

Nel 2019 è la regione Puglia a primeggiare la classifica con un tasso del 159,2% e ad aggiudicarsi il triste record dei penitenziari con un numero di detenuti superiore al limite consentito.

A dare la notizia è il Segretario Generale Aggiunto di Osapp Pasquale Montesano che afferma: “Il numero dei detenuti nelle carceri italiane è in costante crescita: al 30 novembre 2019 erano infatti 61.174, circa 1.500 in più della fine del 2018, un aumento su cui non pesano i cittadini stranieri che, sia in termini assoluti che percentuali, sono diminuiti rispetto allo scorso anno. Tuttavia, ci sono istituti dove le cose vanno sempre peggio.

Tra questi vi è Taranto, dove il tasso di affollamento è del 202%. In generale, al momento, la regione più affollata è la Puglia, con un tasso del 159,2% (il 165,8% se consideriamo i posti conteggiati ma non disponibili), seguita dal Molise e dal Friuli Venezia Giulia.

Ancora una volta – prosegue – dobbiamo constatare e denunciare come, a fronte del sovraffollamento della popolazione detenuta che e un dato incontrovertibile, nei confronti della Polizia Penitenziaria nulla viene fatto da anni per sopperire alla gravissima carena negli organici.

La fatiscenza delle strutture, la mancanza di strumenti atti a contrastare gli eventi critici, la carenza di vestiario, insomma una situazione sull’orlo di un precipizio senza precedenti.

Per questi motivi, sin d’ora confermiamo lo stato di agitazione del personale della Puglia e del Molise, dando vita a manifestazioni pubbliche di protesta e non solo.

Il nostro plauso continua ad andare agli uomini e donne del corpo in servizio presso le strutture territoriali, che con dedizione professionalità e accortezza, con senso di appartenenza ed elevato spirito di sacrificio evitano, nonostante il gravissimo stato di emergenza, maggiori e più gravi conseguenze, continuando a garantire uno standard di ordine di sicurezza che costituisce condizione imprescindibile per il proficuo lavoro di tutti gli operatori”.



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