“Nessuna presenza ingombrante di Igeco nella Sgm”. Presentato il ricorso al Tar contro l’interdittiva antimafia

Mentre l’avvocato Pietro Quinto ha presentato il ricorso al Tar contro l’interdittiva antimafia che ha colpito la Sgm, il Prefetto ha nominato un commissario straordinario per la gestione della società.

Prefettura

Sospendere il provvedimento del Prefetto, Maria Teresa Cucinotta. È quanto chiede l’avvocato Pietro Quinto nel ricorso presentato al Tar per conto della Sgm, la società partecipata del Comune di Lecce che si occupa di trasporti pubblici e della gestione dei parcheggi in città colpita, nelle scorse ore, da una interdittiva antimafia. Un provvedimento, secondo Quinto, fondato su presupposti errati. A spingere la numero uno dell’Ente di via XXV Luglio a firmare il decreto è stata la quota posseduta da Igeco: il 51% è nelle mani di Palazzo Carafa, il 40% in quelle del colosso, raggiunto a sua volta dallo stesso provvedimento.

Una “presenza ingombrante” nella gestione della SGM, secondo il Prefetto, dimostrato dal ruolo di amministratore delegato ricoperto da Ilaria Ricchiuto, figlia di Tommaso, vecchio patron della società.

«Tale circostanza non risponde alla realtà documentale» secondo Quinto. Il 9 gennaio –  e quindi in epoca antecedente all’emanazione del decreto –  la Ricchiuto si è dimessa da qualunque incarico e la gestione amministrativa della SGM è affidata esclusivamente al Consiglio di Amministrazione presieduto dal rag. Cosimo Frasca che registra la maggioranza dei rappresentanti dello stesso Comune di Lecce.

C’è un altro dettaglio non di poco conto finito nel ricorso scritto dall’avvocato Quinto. «Il ruolo di azionista di minoranza della Igeco – si legge – è stato ridimensionato per il fatto che la Società ammessa a concordato preventivo ha dato delega irrevocabile al socio di maggioranza, cioè il Comune di Lecce, per l’esercizio del diritto di voto in assemblea. Non esistono quindi – conclude il ricorso – i presupposti di fatto e di diritto per adottare un provvedimento di natura precauzionale, qual è l’interdittiva antimafia nei confronti della Sgm in carenza di effettivi pericoli di infiltrazioni mafiose di qualsivoglia genere nella gestione della Società che – non bisogna dimenticare – è partecipata con quota maggioritaria dal Comune di Lecce».

Nominato un commissario

Un’altra iniziativa dimostrerebbe la linearità dell’azione del Consiglio di Amministrazione della Sgm e dello spirito costruttivo con cui viene affrontata la straordinaria vicenda nell’interesse dei 150 lavoratori dell’azienda e della gestione del servizio pubblico per la città. Nella serata di ieri, il Presidente ha bussato alla porta della Prefettura per presentare una formale richiesta per la nomina di un commissario amministrativo che gestisca il servizio di parcheggi e mobilità oggetto della convenzione con il Comune di Lecce, in attesa della decisione del Tar.

Così è stato. Come richiesto dalla Governance, il Prefetto ha nominato un commissario per la straordinaria e temporanea gestione e per la durata di un anno “limitatamente alla prosecuzione del servizio di trasporto pubblico e di gestione della sosta tariffata del Comune di Lecce”.

Nel decreto prefettizio si precisa che l’Amministratore Straordinario, nella persona del dott. Luca Giordano, è tenuto “a realizzare una forma di gestione separata e di carattere temporaneo di un segmento dell’impresa (legato all’esecuzione dei contratti riguardanti la convenzione con il Comune di Lecce), mentre gli organi sociali restano in carica per lo svolgimento dell’attività di gestione”.

L’utile di impresa derivante dall’esecuzione dei contratti commissariati sarà accantonato in apposito fondo e non può essere distribuito né soggetto a pagamento “fino all’esito dei giudizi di impugnazione o cautelari riguardanti l’informazione antimafia interdittiva”.



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