Sciolto il Comune di Scorrano per infiltrazioni mafiose: arriva l’ok del Consiglio dei Ministri

La decisione di sottoporre ad attenti accertamenti l’attività amministrativa è maturata a seguito dell’operazione “Tornado” che vede indagato il sindaco di Scorrano Guido Nicola Stefanelli

Il Consiglio dei Ministri dispone lo scioglimento del Comune di Scorrano, dopo aver ricevuto la relazione della commissione prefettizia (attraverso il Prefetto di Lecce Maria Teresa Cucinotta), che era stata incaricata di verificare eventuali condizionamenti della criminalità organizzata. Ricordiamo che la commissione di accesso agli atti si era insediata in Comune nei mesi scorsi.

«È un fatto triste e grave per tutta la nostra comunità, che segnerà inevitabilmente il corso e la storia politica di Scorrano. Per lungo tempo si è sperato che non si verificasse tale situazione, ma purtroppo le responsabilità politiche erano chiare sin dall’inizio. Forse tutto questo si sarebbe potuto evitare con una immediata presa di coscienza ed un passo indietro da parte del Sindaco» ha dichiarato Mario Blandolino a nome di tutti i consiglieri di opposizione.

«Adesso si apre una stagione nuova per il nostro paese che molto probabilmente comporterà dei sacrifici per i cittadini e per tutto il tessuto economico e sociale, ma Scorrano ha nel proprio seno tutte le prerogative possibili ed immaginabili per una rinascita politica economica e culturale. È auspicabile – ha concluso Blandolino – che si apra sin da subito un confronto politico tra le tante forze positive presenti indirizzato ad ottenere un immediato riscatto sociale della nostra comunità!»

L’interrogatorio del Sindaco nell’inchiesta Tornado

La decisione di sottoporre ad attenti accertamenti l’attività amministrativa è maturata a seguito dell’operazione “Tornado”, che vede indagato il sindaco di Scorrano Guido Nicola Stefanelli per concorso esterno in associazione mafiosa.

‘Nessun aiuto al clan, né richieste di voto in cambio di favori personali’. È ciò che ha dichiarato il primo cittadino durante l’interrogatorio del 26 giugno scorso, dinanzi al sostituto procuratore Maria Vallefuoco.

Il sindaco ha chiarito i rapporti con il boss Giuseppe Amato, detto “Padreterno” e i suoi uomini. Stefanelli è accusato di “contatti” con il clan per l’aggiudicazione del Parco “La Favorita”.

Il Sindaco, assistito nel corso dell’interrogatorio dagli avvocati Luigi Corvaglia e Alfonso Parente Stefanizzi, ha negato l’addebito.