Minacce di morte e pedinamenti verso un’amica con il pretesto di un debito. 42enne condannato a 5 anni

Non solo, poiché il giudice Francesca Mariano ha disposto una provvisionale di 25.000 euro in favore della vittima, una donna di mezza età di Squinzano, che si era costituita parte civile

Avrebbe pedinato, molestato e minacciato di morte un’amica, attraverso messaggi anonimi e chiamate continue, con il pretesto della restituzione di somme di denaro, in gran parte già riconsegnate dalla vittima.
Un 42enne, originario di Torchiarolo, è stato condannato alla pena di 5 anni di reclusione e 2.500 euro di multa dal giudice monocratico Francesca Mariano, per i reati di stalking e tentata estorsione. Non solo, poiché è stato disposto il risarcimento del danno (in separata sede) ed una provvisionale di 25.000 euro in favore della vittima, una donna di mezza età di Squinzano, che si era costituita parte civile con l’avvocato Antonio Dell’Atti.
Il pm Giorgia Villa ha invece invocato la condanna a 3 anni e 6 mesi. L’imputato, assistito dall’avvocato Fabrizio Tommasi, potrà presentare ricorso in Appello.

Le indagini hanno preso il via dalla denuncia della donna, presentata presso i carabinieri di Squinzano.
I fatti si sarebbero verificati fino al mese di maggio del 2021. Secondo l’accusa, il 42enne avrebbe molestato e minacciato di morte l’amica, con centinaia di messaggi su WhatsApp e Telegram, adducendo il pretesto di dovere ancora ricevere 2.000 euro, quale debito residuo delle somme di denaro che le aveva prestato a partire dal 2018 e che la donna gli aveva di volta in volta restituito.
E per ottenere ciò, avrebbe minacciato di raccontare i presunti tradimenti della vittima a suo marito. Inoltre, avrebbe esteso le minacce alla figlia della donna.
Tra i messaggi minatori dell’uomo: “Mi devi dare i soldi, non ti farò avere tregua. Ti rovino”.

Il 42enne, inoltre, avrebbe pedinato la vittima, appostandosi nei pressi del garage e in una circostanza avrebbe tentato di investirla.
L’uomo, dopo le svariate denunce della donna, venne anche arrestato e ristretto ai domiciliari con apposita ordinanza.
In seguito, è stato raggiunto da un decreto di giudizio immediato a firma del gip Alcide Maritati ed è finito sotto processo.



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