“Turbarono” l’asta per l’aggiudicazione di un terreno? Due avvocati a processo insieme ad altre tre persone

Il rinvio a giudizio è stato disposto in giornata dal gup Marcello Rizzo, al termine dell’udienza preliminare.

Due avvocati finiscono sotto processo, poiché accusati di avere “turbato” l’asta per l’aggiudicazione di un terreno.

Il rinvio a giudizio è stato disposto in giornata dal gup Marcello Rizzo, al termine dell’udienza preliminare. Sono finiti sotto processo anche padre ed il figlio, in veste di acquirenti del terreno e la persona estromessa dall’asta “incriminata”. Gli imputati sono: gli avvocati A.M.G. , 34 anni di Seclì ed N.T., 40 anni di Aradeo. E poi, S.P., 64 anni di Aradeo; M.P., 45 anni di Aradeo; M.C. , 35 anni di Aradeo.

Rispondono, a vario titolo ed in diversa misura, di turbata liceità degli incanti ed astensione dagli incanti. E dovranno presentarsi il 9 maggio prossimo, dinanzi al giudice monocratico Silvia Saracino, per la prima udienza.

Sono difesi dagli avvocati: Giuseppe Corleto, Giuseppe Bonsegna, Rita Ciccarese e Luigi Greco e potranno dimostrare l’estraneità alle accuse durate il dibattimento.

Le indagini hanno preso il via dalla denuncia della proprietaria del terreno presentata presso la Gdf di Gallipoli.
Secondo l’accusa rappresentata dal pm Paola Guglielmi, i fatti sarebbero avvenuti nel corso di un’asta pubblica tenutasi il 13 novembre del 2018, dinanzi al tribunale di Lecce e avente come oggetto la procedura esecutiva immobiliare di un terreno ad Aradeo. Ritiene il pm che l’avvocato A.M.G., in qualità di difensore di S.P. ed M.P., padre e figlio, interessati all’acquisto del terreno, avrebbe consegnato una somma di denaro all’altro legale N..T.,  che difendeva M.C., al fine del ritiro di quest’ultimo nella suddetta asta. Si sarebbe trattato di 100 euro in contanti e di un assegno post-datato del valore di 3.800 euro.

Ciò avrebbe provocato, secondo l’accusa, “un turbamento della normale attività dell’asta” poichè sarebbe rimasto un unico concorrente per l’aggiudicazione del terreno. Ed il giorno dopo, per sancire l’accordo, sarebbe avvenuta la consegna di contanti, in luogo dell’assegno post-datato.