Prima la scomparsa improvvisa di una ragazza come tante, una13enne con la passione per la ginnastica artistica, poi tre mesi di angoscia, di ricerche, di indagini, conclusesi con un nulla di fatto. Il corpo di Yara è stato ritrovato casualmente in un campo incolto a Chignolo d’Isola, non distante da Brembate, da un uomo intento a maneggiare il modellino di un aereo, che è andato a cadere proprio vicino a quel corpicino indifeso, irriconoscibile e in stato di decomposizione.
Chi, come e perché l’ha uccisa? Alcune risposte sono giunte dai primi risultati dell’autopsia effettuata sul corpo di Yara. Oltre alle 6 ferite individuate nel corso dell’esame esterno del cadavere, sul collo, sul polso e sulla schiena, ce ne sarebbero altre su polsi e braccia, provocate da un’arma da taglio e che testimoniano il tentativo disperato di difendersi da parte della piccola. Non ci sarebbero, però, segni evidenti di violenza sessuale, ma per escluderlo del tutto, bisogna attendere i risultati di complessi accertamenti. Le analisi anatomopatologiche proseguiranno nei prossimi giorni.
Gli inquirenti ipotizzano di comparare gli eventuali esiti degli esami con i profili di persone sospette individuate nel corso delle indagini. Ieri lutto cittadino a Tricase, paese dei nonni materni di Yara, oggi un minuto di silenzio nel corso della seduta del Consiglio Regionale della Lombardia e poi, tanti messaggi, fiori, bigliettini e poesie dedicate al piccolo angelo, volato via troppo presto e nel modo peggiore.