Si chiude il XX Festival del Cinema Europeo. E già si pensa al 2020

Ieri sera il Multisala Massimo ha ospitato la cerimonia conclusiva dell’edizione 2019 del Festival del Cinema Europeo, che ha visto la premiazione di molti artisti emergenti.

Tra tanti ospiti e opere di indubbia qualità, si è conclusa ieri la XX edizione del Festival del Cinema Europeo, che ha visto un grande successo di partecipazione. Con un programma denso e sempre intenso, la formula dei fratelli La Monica smuove Lecce per il 20esimo anno di fila, portando nel capoluogo salentino il territorio al cinema ed il cinema nel territorio. Ieri sera il Multisala Massimo ha ospitato la cerimonia di premiazione e chiusura del Festival.

Paola Minaccioni (ph.Perulli)

Molti sono stati gli ospiti famosi che hanno dato lustro a questo appuntamento ventennale, da Stefania Sandrelli a Paola Minaccioni, Alessandro Siani, Nino Frassica e grandi registi come Aleksandr Sokurov. Molti anche gli eventi speciali che hanno visto, tra le altre cose, anteprime, una su tutte Il campione con Stefano Accorsi che per l’occasione ha visitato per la prima volta il Salento.

Alla fine di una settimana così piena, è certamente il caso di fare un bilancio. Non è un caso che per 20 anni di fila la Regione Puglia abbia deciso si investire in un prodotto di alto livello, ma allo stesso tempo così accessibile al grande pubblico. Il Festival mira ad essere un appuntamento popolare e non solo dedicato alla critica ed intellettuali di nicchia. E non appare un caso che tanta attenzione sia stata data alla Nuova Commedia Italiana che incarna l’aspetto sicuramente più commerciale del cinema odierno ma non per questo di bassa qualità.

Alcuni vincitori di questa edizione

A portarsi a casa l’Ulivo d’Oro “Premio Cristina Soldano al Miglior Film” è Oray (Germania, 2019) di Mehmet Akif Büyükatalay per la sua “sconvolgente analisi del contrasto tra credenze tradizionali e comportamenti umani nelle nostre società contemporanee. Un’opera prima alquanto personale, che si distingue per un profondo scavo psicologico. Partendo da un evento apparentemente di poco conto, il regista riesce a esplorare alcune delle grandi questioni legate alle comunità di recente immigrazione in Europa”.

La migliore sceneggiatura, invece, va a Stiches, di Miroslav Terzić (Serbia, 2019), che “trasforma un capitolo drammatico della storia dei Balcani in un potente dramma psicologico”.

Tamás Dobos con Genesis(Ungheria, 2018) di Árpád Bogdán, si porta a casa invece la migliore fotografia, “pensata in maniera tale da collocare sempre le tragedie personali all’interno di spazi più ampi”. E la pellicola ungherese vince anche il Premio Cineuropa

Premio Speciale della Giuria a Cronofobia (Italia, 2018) di Francesco Rizzi che mette in scena “L’alienazione all’interno di una delle più prospere società europee”. Per lo stesso film, l’attore Vinicio Marchioni si aggiudica il Premio SNGCI (Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani) assegnato dai soci del Sindacato e dal Presidente Laura Delli Colli al migliore attrice/attore europeo.

I fratelli D’Innocenzo ritirano la statuetta per il Premio Mario Verdone 2019 per La terra dell’abbastanza(Italia, 2018), che ha convinto i fratelli Verdone. “Una coppia di registi da tenere d’occhio e un esordio straordinariamente girato dal quale, con un’idea di cinema già ambiziosa, filtra imprevedibile, la necessità di una tensione morale verso un riscatto personale, ancor prima che sociale”.

E per la prima volta, una novità assoluta. Grazie alla delibera biennale della Regione Puglia, sono già annunciate le date del prossimo appuntamento, dal 30 marzo al 4 aprile.



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