Otto anni senza Lucio Dalla, al mondo restano le sue indimenticabili canzoni

Era il primo marzo del 2012 quando giunse inaspettata la notizia della morte di uno degli artisti più amati della storia musicale italiana. Stroncato da un infarto mentre era in Svizzera, Lucio Dalla, lasciò l’Italia un po’ più sola.

Nessuno avrebbe mai pensato che, dopo 40 anni di assenza, la partecipazione al Festival di Sanremo accanto a Pierdavide Carone, in gara con il brano Nanì, sarebbe stata la sua ultima apparizione televisiva. Poi la notizia, inaspettata, in un giorno qualunque diventato improvvisamente una data da non dimenticare. Era il 1 marzo 2012 quando Lucio Dalla fu stroncato da un infarto mentre si trovava in Svizzera.

A Montreux, cittadina sulle sponde del Lago di Ginevra, si è concluso il viaggio meraviglioso del cantautore, cominciato il 4 marzo 1943 nella Bologna di Piazza Grande. Se n’è andato a 68 anni, pochi giorni prima del suo compleanno, lasciando il mondo della musica e l’Italia intera, a metà tra l’incredulità e il silenzio.

Sono passati gli anni, ma il ricordo di quel piccolo/grande artista vive ancora nelle parole delle sue canzoni, successi immortali che hanno fatto la storia della canzone. Nanì è solo l’ultima poesia che il cantautore dai mille volti ha regalato al suo pubblico. Lui che faceva riflettere e ridere insieme, con quelle smorfie così simpatiche esibite con disinvoltura durante le interviste, con lo zucchetto di lana, gli occhiali tondi e l’immancabile clarinetto, ha lasciato un segno che difficilmente potrà essere colmato.

Lucio uomo non c’è più, ma il Dalla artista vive ancora in Caruso, ripresa anche dall’amico Luciano Pavarotti e incisa in una trentina di versioni in tutto il mondo. Il brano, dedicato al tenore Enrico Caruso, iventa quasi un inno nazionale italiano all’estero. Vive in Piazza Grande, in Canzone, in Com’è profondo il mare…  e ne l’anno che verrà per tutti “Caro amico ti scrivo”.

Gli anni passano senza la sua voce, ma restano quelle emozioni con cui ha saputo toccare le anime dei tanti fan che con le sue canzoni, vere e proprie opere d’arte, sono cresciuti. E di tutti coloro che hanno amato e pianto leggendo quei testi colmi di significato.

«La morte è solo l’inizio del secondo tempo», ripeteva spesso, ma per l’Italia che non si rassegna ancora alla sua scomparsa quel secondo tempo non è ancora cominciato.



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