‘Insieme per il futuro’, Di Maio lascia il M5S e fonda un nuovo gruppo parlamentare

Di Maio non le manda a dire a Conte e Grillo: “Da domani il M5S non sarà più la prima forza politica in Parlamento. Abbiamo voglia di rimboccarci le maniche e lavorare per il Paese”.

Scossa in casa del Movimento Cinque Stelle. Il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio lascia il M5S e fonda un nuovo gruppo parlamentare di oltre 60 unità. Non ha perdonato la dura presa di posizione del capo politico del Movimento Giuseppe Conte che nei giorni scorsi aveva minacciato di espellerlo dal partito di Beppe Grillo dopo le prese di posizione del ministro a favore della linea del Presidente del Consiglio Mario Draghi sulle scelte da porre in essere in ordine alla guerra tra Russia e Ucraina. Con un tono pacato e diretto non le ha certo mandate a dire al Movimento: “Da domani non sarete più la prima forza politica in Parlamento. Da oggi inizia una nuova storia che non sarà quella dell’ennesimo partito personale. C’è bisogno di aggregare le migliori energie e le migliori intelligenze di questo paese. L’uno non vale l’altro.”

E proprio questa frase ‘l’uno non vale l’altro‘ ha molto colpito, visto che Di Maio era stato sempre il teorico dell’uno vale uno. E’ come se il ministro avesse rinnegato tutta la sua precedente storia. Si sente un uomo nuovo: più responsabile rispetto agli inizi della sua avventura politica, più preparato, più competente. Di Maio dichiara di voler respingere populismi e qualsiasi forma di intransigenza.

‘C’è solo da rimboccarsi le maniche e lavorare’ ha detto sbattendo la porta non prima di ricordare che il suo nuovo gruppo punterà al radicamento territoriale, al rapporto con gli amministratori periferici: sindaci e consiglieri. Inizia una nuova era, insomma. Adesso sono attese le reazioni di Conte e di chi ha deciso di non abbandonare il partito. E importanti saranno anche le dichiarazioni di Enrico Letta che aveva puntato al cosiddetto campo largo. Adesso a chi si affiderà? Di Maio o Conte?



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