Sono passati tanti anni da quando le Province, che dovevano essere abolite, sono diventatate enti di secondo livello, governati da organi non più eletti dai cittadini, ma dai sindaci e dai consiglieri comunali del territorio. Ecco perché la battaglia per vincere le elezioni e conquistare la potrona più alta di Palazzo dei Celestini è una competizione accesa, a tratti accesissima, ma lontana dalle piazze. Pur meno visibili, le elezioni provinciali continuano ancora ad essere decisive nel definire equilibri, relazioni istituzionali e capacità di visione di un territorio. E poi Strade, scuole, ambiente e trasporti passano da qui.
Due percorsi, due idee di governo
A contendersi la presidenza dell’ente sono due figure note della politica locale, con storie e percorsi differenti. Da un lato Adriana Poli Bortone, sindaco di Lecce e esponente di centrodestra, contrapposta a Fabio Tarantino, rappresentante del centrosinistra e attuale presidente in carica dopo le dimissioni di Stefano Minerva. Poli Bortone porta l’esperienza di una leadership forte che punta a restituire “fiducia e dignità” a un ente, la Provincia, spesso percepito come svuotato di poteri dopo la riforma Delrio. La politica, a suo dire, non è mai un esercizio isolato tra le mura di un palazzo, ma un filo invisibile che lega le strade che percorriamo ogni giorno alla visione di chi le progetta.
Tarantino, forte del sostegno del centrosinistra compatto, si è presentato come il garante di un percorso già avviato. Le sue parole d’ordine sono continuità amministrativa, gestione condivisa e competenze su temi come rifiuti, viabilità e tutela ambientale, in un contesto di alleanze locali equilibrate. La sua proposta si fonda anche ull’idea della “casa dei comuni”, un ente di supporto costante per i piccoli centri della provincia che spesso faticano a gestire la complessa macchina amministrativa moderna.
Il confronto non si gioca solo sui nomi, ma su una diversa lettura del ruolo dell’ente provinciale: c’è chi immagina una Provincia più politica e incisiva, capace di orientare le scelte strategiche del territorio, e chi difende un modello più operativo, legato alla gestione dei servizi e al coordinamento tra i Comuni.
Il peso del voto ponderato e “silenzioso”
Nonostante il fascino della sfida politica, resta il nodo tecnico: il voto è ponderato. Il “peso” della preferenza di un amministratore dipende dal numero di abitanti del comune che rappresenta. Questo meccanismo, pur essendo puramente matematico, racconta molto degli equilibri di forza tra il capoluogo e i medi centri come Nardò, Galatina o Casarano, e le decine di piccoli comuni dell’entroterra che lottano per non essere marginalizzati.
In sintesi…
- Chi vota, dunque? Potranno votare soltanto i sindaci e i consiglieri comunali in carica dei Comuni compresi nel territorio della provincia di Lecce, insomma un corpo elettorale composto da 1.287 persone che eleggeranno il presidente e i1 6 componenti del Consiglio provinciale. Il peso del voto dipende dalla popolazione del comune di appartenenza, favorendo realtà più grandi come Lecce, Nardò, Copertino, Galatina e Casarano.
- Quando si vota? Le operazioni di voto si svolgeranno nei due seggi allestiti a Palazzo dei Celestini (in via Umberto I).
- Chi può essere eletto presidente? Possono essere eletti alla carica di presidente della Provincia i sindaci, il cui mandato scada non prima di 18 mesi dalla data di svolgimento delle elezioni, nonché i consiglieri provinciali uscenti.
- Chi può essere eletto consigliere provinciale? Sono eleggibili alla carica di consigliere provinciale i sindaci e i consiglieri comunali dei Comuni compresi nel territorio della provincia di Lecce e i consiglieri provinciali uscenti.
Al di là dei risultati e delle appartenenze, le elezioni provinciali ricordano quanto sia importante il livello intermedio della democrazia: quello che tiene insieme i Comuni, ascolta le differenze e prova a trasformarle in progetto comune. La Provincia di Lecce, oggi come domani, resta un banco di prova per la politica locale, chiamata a dimostrare che governare un territorio significa soprattutto conoscerlo, rispettarlo e immaginarne il futuro con responsabilità.