Forza Italia serra i ranghi: nell’assemblea provinciale i temi del futuro. “Al governo i barbari”. E su TAP…

In una partecipata assemblea provinciale, gli esponenti salentini di Forza Italia hanno accolto il neo coordinatore regionale D’Attis. Al centro del dibattito l’opposizione alla manovra finanziaria, ma anche il tema delicato delle alleanze.

“Ascoltiamo”. Con questo motto Parlamentari e Consiglieri Regionali di Forza Italia si sono riuniti questa mattina nel corso dell’Assemblea Provinciale del partito fortemente voluta dal Coordinatore leccese Paride Mazzotta. Una assemblea particolarmente attesa non solo perché – come da slogan – tutti hanno avuto la possibilità di dire la propria, ma anche perché è stata il primo raduno dei berlusconiani salentini davanti al nuovo Coordinatore Regionale Mauro D’Attis e dal suo vice il Senatore Dario Damiani.

Nel ricordo di Baldassarre

E proprio il Deputato brindisino – dopo un omaggio riservato a Raffaele Baldassarre – ha tenuto a battezzo l’incontro odierno, il suo primo in terra leccese da neo numero uno forzista in Puglia. Dopo aver preso l’eredità del chiacchieratissimo Luigi Vitali, D’Attis e Damiani in coro hanno spiegato come “il nostro intento è ripartire dallo spirito di comunità. E proprio per questo oggi ci troviamo con parlamentari pugliesi, consiglieri regionali, amministratori, giovani e simpatizzanti. Ma in una comunità prima si ascolta, poi si parla.

Alcune dinamiche nel nostro territorio – chiosano – stanno cambiando. Siamo qui per ascoltare tutti, per fare un passo in avanti tutti insieme. Con il Presidente Berlusconi abbiamo avviato la fase congressuale e le prossime tappe saranno improntate ad una opposizione ferma alla manovra finanziaria che toglie risorse e respiro alle professioni e a tutto il Sud. Il nostro programma elettorale è stato tradito ed è necessario ora incontrare il mondo delle professioni. Bisogna tornare in piazza perché i cittadini stanno ricominciando a guardare al centrodestra e a Forza Italia.

Come detto, a tenere le redini degli interventi è stato Paride Mazzotta, ringalluzzito dopo l’uscita di scena in campo regionale del senatore Vitali. “Forza Italia vuole ripartire soprattutto dai territori. Voglio ringraziare il sen. Damiani e l’on. D’Attis per essere qui: la loro nomina ha creato grande entusiasmo e voglia di ripartire. Se sono qui, e li ringrazio, è perché vogliamo tutti ripartire con forza. Nelle ultime consultazioni ha vinto il voto di pancia, ma FI è un partito vivo e vegeto e che molto presto tornerà ad essere protagonista assoluto della politica italiano”

“Nessuna fuga dal gruppo di Palazzo Carafa”

Tanti gli intervenuti e tanti gli interventi. Nella sede di via Gentile si sono visti tra gli altri Francesco Paolo Sisto, il capogruppo in Regione Puglia Nino Marmo, Rocco Palese e i consiglieri comunali di Lecce Martini, De Benedetto e Battista. Quasi a ribadire una unità forte tra i forzisti in Palazzo Carafa, mettendo a tacere qualche chiacchiera che porta verso una ipotizzata diaspora di stampo leghista.

Gianni Marra

Ma in platea c’era anche Gianni Marra, sindaco di Squinzano e appena scottato dalla delusione del KO incassato dalle elezioni provinciali, sconfitto dal collega di Gallipoli Stefano Minerva, ma sconfitto anche da una coalizione mai troppo unita. Il suo intervento, particolarmente atteso, ha focalizzato l’attenzione sulla tenuta di una coalizione indefinita e al momento indefinibile.

“Non possiamo far finta di niente – ammonisce Marra in apertira – ma con quali alleati ci muoveremo da qui in avanti? È questa la vera questione. Mettiamo da parte quanto accaduto a livello provinciale, ma guardiamo avanti: come faremo a sintonizzarci con gli amici della Lega? Noi non siamo autoreferenziali e agli elettori bisogna dire chiaramente chi ci starà accanto”.

Marra come Giliberti?

La figura di Marra – associata nei giorni scorsi a quella di una vittima sacrificale, al pari di Mauro Giliberti durante la campagna elettorale di Lecce città, ritorna in quasi ogni intervento. “Lo ringrazio pubblicamente – chiarisce Rocco Palese – perché al netto della sconfitta ha raggiunto un risultato unico in tutto il centrodestra. Ci son troppi problemi in Puglia e dobbiamo dire chiaramente che vogliamo esattamente l’opposto di quello che sta accadendo. Al governo ci sono dei barbari: noi siamo per l’Europa dei valori, perché noi siamo il partito dei valori, del lavoro e dei cantieri. La manovra è un distruggi-Italia: stiamo bruciando miliardi di euro ogni giorno, con i nostri risparmi seriamente in pericolo”.

E poi i temi. Da quelli nazionali (come la manovra finanziaria e la flat-tax) a quelli territoriali (sanità). Il leitmotive, per gli azzurri leccesi, resta però quello di una certa insofferenza per la mancanza di esponenti della provincia tanto in Consiglio Regionale, quanto in Parlamento. A catalizzare il sentimento ci ha pensato Paolo Pagliaro, componente dell’Ufficio di Presidenza Nazionale.

Paolo Pagliaro

“Non siamo mai stati fino ad ora una vera comunità – chiosa – e se ora si lavora per questo, ben venga. Questo partito, prima della diaspora di Fitto, era un partito chiuso e autoreferenziale. Ora però dobbiamo rimettere al centro alcuni valori essenziali: la disponibilità, l’umiltà e la lealtà. La parola d’onore è sacra: siamo gente di centrodestra e dobbiamo essere fieri di questo. Lo scorso anno proprio qui tanti amici hanno fatto il loro ingresso in FI: a loro erano stati promessi meritocrazia e trasparenza. Non è stato così. Molte promesse sono state tradite: la comunità di cui sopra non può prescindere dall’amicizia e dell’unità.

Il centrodestra è morto? Sì, quando nel 2009 quando si è deciso di perdere la Regione evitando la candidatura di Adriana Poli Bortone. Ora dobbiamo riesumarlo questo centrodestra. Noi siamo ancora vittime di una frustrazione enorme: quella di Lecce è l’unica provincia che non ha rappresentanti di FI in Parlamento e in Regione. Noi vogliamo gente nostra, altrimenti non ha senso parlare di riequilibrio territoriale: partiamo prima da noi stessi. Se è vero che vogliamo rendere omogenea la Puglia, ricordiamoci che qui c’è una ferita da rimarginare”.

No a San Foca

Passaggio anche sulla questione TAP: “il centrodestra – rimprovera Pagliaro – è stato assente sulle tematiche ambientali e questo è grave. Qui abbiamo l’ILVA, Cerano, i depuratori, gli scarichi a mare, i rifiuti tossici interrati e la falda inquinata. Su TAP la posizione di Forza Italia è stata sempre chiara: noi siamo favorevoli a questa opera strategica, ma mai ci siamo detti favorevoli all’approdo di San Foca, in un paradiso delle nostre coste. La bellezza paesaggistica è un altro valore sacro. Sono stato attaccato in modo ignobile dalla ministra Lezzi e sinceramente mi sarei aspettato una difesa dal mio partito”.

Gli fa eco il Coordinatore Cittadino di Lecce Cristian Sturdà: “ribadisco ancora una volta la necessità di ripartire dal merito, dalla trasparenza e dal rinnovamento. In città il Coordinamento di FI sta facendo un grande lavoro quotidiano per creare una alternativa alla giunta di Salvemini e lo facciamo con la nostra credibilità, unico strumento per riportare al centro il partito. Il legame e l’appartenenza al territorio per noi rappresenta un valore pregnante, che non merita di essere mortificato”.

Ora sguardo ai prossimi appuntamenti, soprattutto elettorali: all’orizzonte ci sono le elezioni europee e poi quelle regionali. Forza Italia prova a serrare i ranghi.



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