‘È pazzesco, dimissioni di sindaco e consiglieri al massimo entro domani’, a Gallipoli Barba sfida Minerva

Il Senatore Vincenzo Barba chiede di non minimizzare la grave vicenda giudiziaria: ‘A Gallipoli un sistema di corruttela pazzesco!’

Altro che lasciamo fare il regolare corso alla giustizia, altro che si trattava di semplici furbi, altro che resta tutto come prima‘…È un fiume in pena il senatore Vincenzo Barba,  coordinatore cittadino di Forza Italia per Gallipoli, dinanzi alle notizie sull’indagine giudiziaria che sta tenendo sotto scacco la Città Bella in questi giorni. È un fiume in piena soprattutto dopo la lettura di intercettazioni che evidenzierebbero un malaffare interconnesso, a tutti i livelli, in quella che è la città regina del turismo salentino, pugliese e mediterraneo.

Il Senatore più che altro sembra essere infastidito dalla nota con cui il primo cittadino Stefano Minerva ha voluto commentare la vicenda, provando a smorzare i toni, ad evitare pericolose generalizzazioni e gravi ricadute dell’ astio politico di parte. Barba reputa dannosissime quelle considerazioni provenienti dall’inquilino di Palazzo di Città, perché nel provare a smontare la grave situazione non farebbero altro che fotografarla.

È pazzesco!‘. E Barba chiede le dimissioni di sindaco e consiglieri

‘Pazzesco. Tutto ciò che sta succedendo a Gallipoli è pazzesco – tuona il coordinatore cittadino di Forza Italia Gallipoli-. Nel doveroso rispetto del lavoro della Magistratura, ci pare doveroso chiedere non solo al Sindaco ma anche all’intero Consiglio Comunale di dimettersi per consentire agli eventi di fare il loro corso senza intralcio alcuno e ai cittadini di potersi esprimere non appena possibile per dare il loro giudizio politico. Perché un dato è evidente a tutti: l’immagine della città è compromessa, Gallipoli è ferita, Gallipoli è offesa. I cittadini hanno il diritto di essere guidati da un’amministrazione al di fuori di ogni pur minimo sospetto che goda del loro consenso e non sia sporcata da alcuna macchia anche eventuale. Se la casa comunale doveva essere un’abitazione fatta da vetri trasparenti…è evidente che qualcosa sia andato storto negli ultimi anni nella scelta del materiale. Di trasparente c’è ben poco, di opaco fin troppo’.

‘Un sistema di corruzione sulla pelle di una città in sofferenza ‘

Se le notizie che trapelano fossero confermate, per Barba si tratterebbe di ‘un sistema di corruzione insopportabile, opprimente e deprimente‘, tra i più  gravi della storia socio-politico-amministrativa della Perlo dello Jonio.

L’ex primo cittadino ci va duro, non usa giri di parole, dal momento che quel sistema sarebbe stato costruito sulle spalle di una comunità in sofferenza: ‘Un gruppo di manigoldi avrebbe tentato di realizzare un proprio esclusivo vantaggio – perseverando con l’uso del metodo del ‘costi quel che costi’ – alle spalle di una comunità che, al di là dei lustrini e delle paillettes del periodo turistico, è in sofferenza, fatta di nuclei familiari che faticano ad arrivare alla fine del mese, a fare la spesa, a comprare i libri per i propri figli, a curare i loro cari malati. Questa è la Gallipoli che non appare nelle copertine patinate ma che noi conosciamo bene come le nostre tasche, perché è con quella Gallipoli che quotidianamente non smettiamo di rapportarci e confrontarci. Contro queste famiglie, contro la brava gente, contro i lavoratori…questo sistema di corruttela che, se dimostrato nelle aule giudiziarie, si paleserà come tra i più gravi nella storia sociale della Città Bella che pure tante ne ha conosciute’.

Non chiedete a Barba di limitarsi, lui fa nomi e cognomi, non ha paura di sottolineare le storie personali della vicenda: ‘Leggiamo di imprenditori arroganti come il Sig. Faiulo che, stando sempre a quanto si legge sulla stampa, volevano accrescere il proprio potere alle spalle della nostra Gallipoli come se stessimo giocando ad ‘asso piglia tutto’. Leggiamo del dott. Emanuele Piccinno, che certamente dimostrerà la sua innocenza (e ne siamo sicuri!). Leggiamo del presidente dell’Ente Parco, dott. Giungato, uomo e professionista al di sopra di ogni sospetto. Leggiamo di poveri operatori della sicurezza pubblica che si erano fatti attrarre e coinvolgere da questa calamita maledetta che avrebbe voluto piegare l’intero tessuto sociale cittadino agli interessi di pochi squali sempre più voraci e che non conoscono scrupolo di sorta. Ma noi non possiamo continuare a vivere nel dubbio. Sperando in un ulteriore atto di saggezza politica, chiediamo al sindaco e ai consiglieri tutti di fare un passo indietro per farne dieci avanti. Non dopodomani, ma subito, max domani! C’è bisogno di un gesto nobile, dopo tante turpitudini’.



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