Il Presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola in visita nella città di Lecce

Insieme al Ministro Raffaele Fitto e alla sua vice Pina Picierno, ha partecipato in Prefettura al convegno “Next Generation e le sfide dell’Unione Europea”

Una visita presso la Basilica di Santa Croce, la possibilità di ammirare il rosone da pochi centimetri di distanza, poi, da lì a qualche metro l’arrivo in Prefettura dove ha partecipato al convegno “Next Generation e le sfide dell’Unione Europea”, insieme al Ministro per gli Affari Europei Raffaele Fitto e alla sua vice Pina Picierno.

È stata questa la giornata leccese di Roberta Metsola, Presidente del Parlamento Europeo, in un tour che la sta vedendo impegnata in questi giorni nel Mezzogiorno d’Italia, che oggi ha fatto tappa nella “Capitale del Barocco” e che la porterà nel pomeriggio in Calabria.

“Grazie per avermi accolta qui, è fondamentale far comprendere alla nostra gente e alle nostre imprese che l’Europa le supporta”, ha affermato Metsola

Roberta Metsola

Next Generation, è il più grande pacchetto di aiuti stanziato dai tempi del Piano Marshall nel 1948. Ma sono certa che gli italiani sanno bene che l’Unione Europea è dalla loro parte e noi dobbiamo ascoltare, studiare e trovare soluzioni.

L’Italia è il maggior beneficiario del dispositivo di ripresa e resilienza, il finanziamento per il vostro Paese è aumentato nel corso degli ultimi negoziati con la Commissione ed è arrivato a un totale di oltre 194 miliardi.

Oggi, abbiamo parlato del vantaggio di questi finanziamenti e sono qui per constatare in prima persona come questi abbiano contribuito allo sviluppo delle città e delle nostre regioni. Penso al progetto per le scuole, che mira a operare la trasformazione digitale, alla ferrovia ad alta velocità che collegherà Taranto, Metaponto, Potenza e Battipaglia, sono venuta a conoscenza che sono disponibili sei miliardi di euro per una linea di 87 km.

Tutto ciò è la prova che l’Europa sta investendo nel futuro dell’Italia e soprattutto del Sud.

Le risorse – ha proseguito –ci sono e dobbiamo metterle al servizio dell’economia.

Anche io mio rendo conto che qui nel Mezzogiorno l’Europa non è abbastanza presente. Quando parlo con i giovani mi chiedono cosa faccia l’Europa per loro. Per questi motivi mi trovo qui oggi, per parlare con i giovani e con chi prende le decisioni che riguardano i cittadini e rivolgo un appello affinché tutti gli abitanti del Sud, votino numerosi il prossimo giugno per il rinnovo del Parlamento Europeo, perché si possa decidere insieme cosa fare nei prossimi cinque anni”.

Il rosone di Santa Croce

Il presidente, poi, ha speso parole di ammirazione per il rosone della Basilica di santa Croce: “È bellissimo, non lo avevo mai visto così da vicino. È stato organizzato per me un tour molto bello per farmi conoscere l’ingegno di chi ha costruito una delle più belle chiese che abbia mai visto nella mia vita”.

“All’Italia, è destinato il 40% delle risorse del Pnnr e ci sono una serie di interventi che, con questa revisione abbiamo messo in campo, una cosa fondamentale, approvata dalla Commissione Europea e anche con il percorso di avanzamento del Piano, mi piace ricordare che il nostro Paese è l’unico ad avuto il via libera per la quarta rata e stiamo lavorando per la quinta. Mi sembra che siamo nelle condizioni per raggiugere risultati che sono calibrati per le nuove esigenze, che non solo le giovani generazioni, ma anche il tessuto imprenditoriale attendevano”, sono state invece, le parole del Ministro Fitto.

Raffaele Fitto

“Siamo reduci da un lavoro molto positivo sul Pnnr, mi limito a parlare delle questioni di mia competenza. Il dialogo è stato molto costruttivo, abbiamo risolto alcune questioni e oggi abbiamo di fronte grandi opportunità.

Non so a cosa ci si riferisca quando si dice che il Piano stia frenando le ferrovie del Sud, stiamo lavorando per evitare che tutto ciò che si diceva all’inizio si possa realizzare. Ci sono molti interventi che potevano rischiare una loro incapacità di attuazione negli anni successivi, ma abbiamo evitati problemi per il futuro con questa revisione, problemi come perdere i fondi in corso d’opera e avere difficoltà più avanti. Ci sono tutte le condizioni necessarie per guardare bene e meglio al futuro per quel che riguarda i progetti attuabili.

Siamo reduci da una stagione nella quale ci si è mossi senza il patto di stabilità, oggi, con la reintroduzione, tornano alcune problematiche sulla quali il Ministro Giorgetti sta lavorando in maniera molto efficace a livello europeo e che tutto il Governo Meloni, sta portando avanti con la massima attenzione.

Non è che il Pnrr si conclude nel 2026 e poi basta così, ma dal giugno del 2026 bisognerà creare un sistema nazionale in grado di proseguire sul percorso individuato, sia sul fronte delle riforme, che su quello degli investimenti”.