“Da alcuni mesi, con l'unico obiettivo di raggiungere l'unità del centrodestra nelle prossime elezioni amministrative di Lecce, il nostro partito ha proposto prima le primarie e poi, insieme ad una riflessione programmatica, 5 nomi per dare diverse possibilità di valutazione ai nostri alleati. Ma non avendo trovato, in modo particolare da Forza Italia, la necessaria condivisione e consapevoli che con il prolungarsi di questa situazione si rischia solo di logorare la "forza" di tutta la coalizione e a tutela e a garanzia degli stessi candidati, riteniamo sia giunto il momento di azzerare la situazione, ritirando le nostre candidature. Ciò per consentire di poter ripartire subito con rinnovato senso di responsabilità ed avendo a cuore il futuro di Lecce”.
Con questa nota, breve ma assai significativa, il Presidente della Provincia di Lecce, nonché Coordinatore provinciale dei Conservatori e Riformisti Antonio Gabellone, annuncia di voler ripartire da zero sulla scelta del candidato sindaco per il centrodestra leccese. Troppo tempo perso, troppi walzer di nomi, troppe voci di palazzo che al momento non hanno prodotto nulla. Per il partito di Fitto, quindi, la partita su Lecce deve ripartire da capo. O quasi.
Le parole di Paride Mazzotta, coordinatore provinciale di Forza Italia, hanno di fatto aperto una crepa a questo punto insanabile nel suo stesso partito: la ferma volontà del vicepresidente del Consiglio Comunale, infatti, era sempre stata quella di puntare su un altro nome, diverso da Messuti, visto mai troppo bene dal dirigente azzurro. “Indicateci un altro nome”, aveva invitato Mazzotta ai CoR.
E a questo punto il nome nuovo ci sarebbe. Nuovo perchè emergerebbe da questa nuova fase, ma si tratterebbe di un nome non propriamente inedito. Andato via Delli Noci, verrebbero messi da parte anche i vari Monosi, Congedo e naturalmente Messuti. Chi resta? Nella rosa il nome sarebbe quello dell'onorevole Roberto Marti. Di lui si parla da sempre per la successione a Paolo Perrone e si tratterebbe anche di un nome non inviso a Mazzotta. E la scelta di Marti, poi, a pensarci bene risolverebbe anche un altro bel problema nel partito di Fitto, quello cioè del futuro del Sindaco uscente che, dopo vent'anni di onorata amministrazione locale, adesso punta dritto verso il Parlamento di Roma. Un biglietto di sola andata a Roberto Marti sul Frecciarossa da Roma e Lecce e uno a rotta invertita per Paolo Perrone sarebbe l'ideale. Con buona pace di entrambi, ben lieti della soluzione finale.
Tutto risolto? Tutto chiarito? Macché. Gli scenari a questo punto sono vari e partono da alcuni dati di fatto. Intanto la scelta di 'buttare a mare' il lavoro svolto fino a questo punto non sarebbe andata per nulla giù all'Assessore e Vicesindaco Gaetano Messuti che, stando a rumors di corridoio, nel pomeriggio avrebbe avuto un acceso faccia a faccia con i vertici del suo partito. Per lui le strade, adesso, sono due: o ingoiare il rospo, compattarsi con i suoi amici di partito e sventolare da qui alla prossima primavera la bandiera con il bel faccione simpatico di Marti, oppure?
Oppure potrebbe proseguire nella sua scalata alla poltrona più alta di Palazzo Carafa: nelle ultime settimane Gaetano Messuti ha svolto una semi campagna elettorale e nei prossimi mesi lo aspettano alcuni appuntamenti chiave con la città grazie all'inaugurazione di alcune opere pubbliche dal particolare impatto sui cittadini (il Teatro Apollo su tutte). A sostenerlo, poi, ci sarebbe quella corrente di Forza Italia entrata in collisione con il coordinatore Mazzotta: su tutti Vitali e Adriana Poli Bortone che mai appoggerebbero l'uomo indicato direttamente da Perrone e da Fitto. L'On. Luigi Vitali, inoltre, in queste ore sarebbe nei salotti berlusconiani a Roma per ribadire il sostegno a Gaetano Messuti, al netto della decisione che l'Assessore vorrà assumere. Raggiunto telefonicamente da LecceNews24.it, lo stesso Vitali ha confermato che si attendono le direttive impartite dalla Capitale.
Da tutta questa matassa si è liberato nei giorni scorsi l'Assessore dimissionario Alessandro Delli Noci che prosegue in autonomia il suo percorso con le “Primarie delle Idee”. Sul suo sfondo aleggia l'aurea di Area Popolare che a questo punto è chiamata a scegliere tra due opzioni: il partito di Luigi Mazzei da un lato ha chiesto da sempre discontinuità con il governo di Perrone, dall'altro ha più volte apprezzato la figura di Messuti. Ma l'aplomb di Delli Noci e la sua potenziale forza potrebbero far vacillare le sicurezze di AP che per forza di cose nelle prossime ore dovrà esprimersi e prendere una posizione.