Referendum, vince il NO. Gli italiani bocciano Riforma della Giustizia e Governo


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L’esito delle urne non lascia spazio a interpretazioni: il Referendum sulla Giustizia si chiude con una netta vittoria del NO. L’Italia ha scelto di mantenere lo status quo, respingendo i quesiti referendari e lanciando, di fatto, un segnale politico di forte sfiducia nei confronti dell’attuale compagine governativa.

Secondo i dati definitivi, il fronte del “No” prevale con una percentuale schiacciante, superando ampiamente le aspettative della vigilia che, davano vincenti le ragioni del SI. Nonostante una campagna elettorale accesa e i tentativi di spiegare i tecnicismi della separazione delle carriere o del sorteggio per i membri del Csm, l’elettorato ha espresso una posizione granitica.

A più di metà  delle schede scrutinate il No prevale con otto punti di distacco, margine troppo alto per consentire un ribaltamento.

A sancire la sconfitta anche il Presidente del comitato per il SI, il costituzionalista ed ex Vicepresidente della Corte Costituzionale Nicolò Zanon.

Giorgia Meloni è stata chiara che anche in caso di vittoria del NO non si sarebbe dimessa, ma dopo quattro anni di successi e strade in discesa, oggi arriva un brutto, bruttissimo stop per lei, un segnale chiarissimo, indice di un malcontento di chi nel 2022 gli ha affidato senza se e senza ma le chiavi di casa e che, evidentemente, non è soddisfatto del lavoro del Premier.

La sconfitta è chiara in tutto il territorio nazionale, dove la Riforma ha perso lo ha fatto con maggioranze bulgare, nelle poche regioni in cui ha vinto, lo ha fatto con margine risicato.