Lecce, parla Falcone il para rigori: “Questa squadra un po’ nel mio destino. Qui per ripagare la fiducia”

Parla l’estremo difensore che ha raccolto l’eredità di Gabriel tra i pali della porta giallorossa. È stato acquisito con la formula del prestito con diritto di riscatto e controriscatto.  

Romano, classe ’95, 1,95 centimetri di altezza, 12 presenze in Serie A di cui 11 da titolare, un torneo B e una promozione nel torneo cadetto, è questo l’identikit di Wladimiro Falcone, chiamato a prendere l’eredità di Gabriel tra i pali della porta giallorossa. Sarà lui, infatti, l’estremo difensore del club salentina nel prossimo torneo di A che inizierà tra poco più di una settimana nella sfida del “Via del Mare” contro l’Inter.

“Oggi presentiamo Falone, un portiere e sapete bene quale importanza diamo a questo  ruolo. Riteniamo, nonostante solo 12 presenze in A, di aver fatto una scelta importante. È un ‘angale’ specialista nel parare anche i calci di rigore e sa giocare con la palla”, ha affermato il Responsabile dell’Area Tecnica Pantaleo Corvino, nel corso della presentazione svoltasi questa mattina.

“La presenza di Corvino ha influito molto sulla scelta, non lo conoscevo di persona, ma la sua fama parla per lui, sono voluto venire qui per provare un’esperienza nuova e c’è stato sin da subito un approccio perfetto, un buon livello tecnico e con il mister è andata bene, mi ha spiegato alcune cose. Mi trovo alla perfezione anche con i preparatori dei portieri”, ha affermato alla sua prima uscita ufficiale.

Lecce nel destino

“Ho lavorato con Osti, Faggiano, il Direttore Trinchera a Cosenza e ho avuto come preparatore Fabrizio Lorieri, Lecce, quindi, era un po’ nel mio destino e quando bisognava decidere c’era qualcosa dentro di me che mi voleva far venire. Osti e Faggiano mi hanno detto che la piazza è molto importante, quasi da Champions League, con tifosi molto calorosi. Il Direttore Trinchera, poi, mi ha chimato il giorno dopo la fine del Campionato chiedendomi se fossi disposto trasferirmi. Ho scelto la maglia 30 perché il 3 e il mio numero fortunato, ma un portiere con il 3 è strano. Mi sento pronto, so che ci sarà molto lavoro da fare durante le partite, ma sono abituato a questo tipo di torneo e spero di rendermi utile alla squadra. Volevo andare via da Genova, c’erano altre squadre che mi cercavano, ma era ferma intenzione venire nel Salento e fortunatamente tutto è andato per il meglio”.

Gli esordi e le caratteristiche

“Ho iniziato a 11 anni, prima ho praticato nuoto e basket e sono sempre stato in porta e dopo il primo anno alla Lodigiani, mia madre era indecisa se farmi proseguire o meno, ma un dirigente le ha detto che avevo potenzialità e ho continuato.  Sui rigori sono stato non so se fortunato a bravo, però ho sempre avuto questa dote, sempre un dirigente a Roma mi ha detto che sui rigori un portiere non ha mai nulla da perdere e quella frase l’ho fatta mia. Essendo alto, le uscite mi piacciono e parlando con i giocatori mi hanno detto che si sentono più sicuri quando il portiere esce bene. Fare una bella uscita è una cosa che mi dà molto godimento”.

La stagione della svolta

“Questa annata per me è fondamentale, ho giocato sempre in C, una stagione in B e10 partite in A, ho fatto bene, ma so che nel massimo torneo questa deve essere la stagione della svolta, sono contento dello fiducia e farò in modo di ripagare tutti”.

Il giro di boa in carriera

“Avevo paura di rimanere nel pantano della C, ma c’è stato un anno a Lucca dove, dopo aver fatto un girone di andata così e così, un preparatore Enzo Biato mi ha parlato, ha lavorato sulla mia testa e mi ha migliorato e da lì ho disputato una grande stagione, poi anche in B con il direttore Trinchera ho fatto bene”.

Rapporto con i difensori

“Il rapporto con i difensori è fondamentale per un portiere, ho sempre avuto un ottima intesa con loro, in questi pochi giorni che sono qui con i compagni di reparto ci siamo intesi e spero possa proseguire così”.



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