Mancosu in versione assistman, ma che sprechi Coda! Le pagelle di Lecce-Pescara

Doppietta di Stepinski, gol di Coda e altra ottima prova di Gabriel. Il Lecce vince contro il Pescara e si rilancia.

Il Lecce torna a vincere dopo qualche sofferenza di troppo anche contro il Pescara, fanalino di coda. A decidere è una doppietta di razza di Stepinski che, con un gol per tempo, regola la pratica. In mezzo la rete di un Coda (che ha sciupato anche tanto) e un eurogol di Maistro. Corini, scatenato in tribuna perché squalificato, ritrova i 3 punti e mette nel mirino le zone altissime della classifica.

Gabriel, 6.5: il Pescara, soprattutto nel primo tempo, non si rende mai davvero pericoloso e lui controlla e guida la difesa da allenatore in campo. Nella ripresa, nonostante la tanta umidità, resta sempre caldo, sul pezzo. Ottimo il riflesso prima Vokic al 70esimo, poi su una deviazione di Meccariello che rischiava di beffarlo. Non può nulla, invece, sull’invenzione dalla distanza di Maistro.

Adjapong, 6.5: dopo aver sgroppato per 100 minuti a Torino in Coppa Italia, non si risparmia nemmeno stavolta. Una partita tutta cuore e corsa la sua in cui si fa notare in ogni azione degna di nota. Vuole un fallo da rigore (da rivedere) al 24esimo.

Lucioni, 6.5: autentico leader della difesa, ritrova Meccariello al suo fianco. Stavolta davvero pochi affanni: il Pescara in avanti è solo buona volontà e nulla più e nel momento di maggiore difficoltà (nel corso della ripresa) mantiene la freddezza.

Meccariello, 6: complice l’infortunio muscolare di Dermaku (e la squalifica di Rossettini), Biagio torna al fianco di Lucioni. Una prestazione molto ordinata la sua, senza eccessi nel bene e nel male. Nella ripresa una sua deviazione di testa mette in grande difficoltà Gabriel.

Calderoni, 5.5: il duo Corini-Lanna lo preferisce a Zuta anche dopo i tempi supplementari giocati mercoledì in Coppa. Le fatiche dell’Olimpico però a tratti si fanno sentire perché non è sempre lucido nell’ultimo passaggio. Si muove, però, davvero tanto.
dal 77′ Zuta, 6: entra per l’ultimo spezzone di gara per dare sostanza lì dove Calderoni era venuto un po’ meno.

Tachtsidis, 6- : definito quasi insostituibile dal mister, il regista greco è onnipresente. Ma il suo filtrante non è sempre preciso e di questo ne risente la manovra. Ammonito al 25′ e nel corso del tempo si rende meno vivace.
dal 86′ Maselli, 6: dopo la maglia da titolare in Coppa Italia all’Olimpico di Torino, il giovane pugliese entra nel finale di gara e conferma di avere una bella dose di personalità.

Henderson, 6.5: lo scozzese è la vera anima della mediana giallorossa. Anche da mezzala mancina – dove è stato schierato oggi – riesce a rendere, anche se non al top.

Paganini, 6.5: Corini lo propone nel tris di centrocampo con licenza di spingersi quando ha la palla tra i piedi. E’ evidente che non è la sua posizione preferita, ma l’ex Frosinone è sempre ordinato e non si contano errori evidenti. Ulteriore nota di merito: senza paura nei contrasti, non tira mai indietro la gamba.

Mancosu, 6: torna titolare in campionato e, nonostante qualche giocata sbagliata, dai suoi piedi nascono due gol giallorossi. Infatti, da un suo corner arriva il vantaggio e, in avvio di ripresa, serve il cross vincente a Coda. Prima dell’intervallo pesca un bel tiro che viene toccato con la mano da un difensore pescarese: era rigore. Prima di uscire sciupa la rete personale.
dal 76′ Majer, 6: ultimo quarto d’ora dove mette legna.

Stepinski, 8: pochi giorni fa ha finalmente trovato il suo primo gol salentino e, con questa iniezione di fiducia, si sblocca col botto anche in campionato. La prima gioia arriva al 12′ quando risolve con una girata una mischia in area ospite, bucando un portiere lasciato immobile. Poco prima aveva confezionato un assist perfetto per Coda che aveva incontrato un super Fiorillo. Il polacco è in moto perpetuo e nella ripresa parte in contropiede e sigla il fondamentale il 3-1, proprio nel momento di maggiore difficoltà del Lecce.
dal 90′ Dubickas, senza voto: solo ultimi minuti di gara per lui.

Coda, 6: sufficienza solo per il gol perché, soprattutto nel primo tempo, sciupa l’inverosimile. Al primo pallone giocato va vicinissimo al gol. Occasionassima al sesto minuto quando, ben servito da Stepinski, trova una conclusione da distanza ravvicinata ma Fiorillo si esalta. Ma l’horror lo mette in scena al 40′ quando, involatosi tutto solo verso la porta avversaria, deposita clamorosamente fuori. Per fortuna si riscatta in avvio di seconda frazione quando mette in rete, finalmente, la palla del raddoppio. Da una sua palla persa, però, il Pescara riapre il match con Maistro.
dal 76′ Pettinari, 6: entra e corre, ma senza incidere.

Lanna, 7: radiocomandato dallo squalificato Corini “accomodato” in tribuna, il vice tiene il polso in ogni situazione. Disegna una formazione inedita, con Paganini nel trittico di centrocampo e Mancosu alle spalle delle due punte. Il Lecce parte a razzo: Stepinski si sblocca anche in campionato (e non si ferma più), mentre Coda – nonostante il gol – sciupa l’impossibile. Per buona parte di gare i giallorossi controllano facile, ma non chiudono i conti permettendo al volenteroso Pescara di tornare in gara. Grande sofferenza nella ripresa, più del dovuto, ma il 3-1 alla fine mette i tre punti al sicuro e il Lecce torna al successo e si rilancia in classifica.



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