La Mantia, primo ruggito ai piedi della Curva: “Spero di giocare le mie carte in Serie A con il Lecce”

Dopo due giorni di riposo, riprendono oggi gli allenamenti del Lecce in vista della gara di Crotone, domenica ore 21. A fare il punto è bomber Andrea La Mantia, giunto a 11 gol in stagione, l’ultimo per la prima volta sotto la Nord.

Dopo due giorni di meritato riposo, il Lecce riprende questo pomeriggio gli allenamenti in vista del prossimo impegno in trasferta a Crotone. Mandato già in archivio il prezioso successo nel derby contro il Foggia, ora la comitiva giallorossa ha nel mirino la formazione di mister Stroppa, reduce dall’inatteso successo a Salerno per 2 a 0.

Per la gara in terra calabrese, Liverani spera di riavere a disposizione Simone Palombi: il giovane scuola Lazio ha saltato le ultime tre gare per guai muscolari, ma dall’infermeria oggi filtra ottimismo. Discorso opposto, invece per Bovo che rischia uno stop super per via del riacutizzarsi del fastidio , mentre Scavone svolgerà ancora qualche giorno di lavoro personalizzato prima di rientrare in gruppo.

Intanto, a fare il punto della situazione è il bomber dei salentini Andrea La Mantia. L’ex Entella sta attraversando uno stato di forma smagliante: 5 gol nelle ultime cinque gare (a secco solo nella trasferta di Palermo, in totale 11 centri) e il suo apporto all’economia della manovra è sempre più decisivo. In area di rigore avversaria, poi, diventa sempre più devastante: l’ultimo gol, ancora decisivo, contro il Foggia ne è la testimonianza.

Fino a ora ho raggiunto un bel traguardo, ma non mi piace parlare di gol perché entra in gioco la scaramanzia. Sono contento di fare bene, che la squadra stia facendo bene e speriamo di continuare a fare punti, poi, se arrivano con le mie marcature ben vengano”, ha affermato il bomber romano giunto a quota 11 gol. Eh sì, perchè quello nel derby è stato il primo gol messo a segno sotto la Curva Nord: La Mantia aspettava da tanto questo momento e festeggiare anche questo traguardo nella sentitissima sfida contro il Foggia ha reso speciale la marcatura.

“A Palermo abbiamo preso gol dopo quattro minuti, poi ci siamo ripresi e abbiamo fatto una buona gara, abbiamo avuto buone occasioni, ma un po’ per bravura del portiere, un po’ perché forse sono stato leggermente impreciso non siamo riusciti a portare a casa punti.

Il mister mi ha dato consapevolezza nei miei mezzi e mi ha fatto capire che senza il sacrificio nei confronti della squadra i risultai non arrivano.

Nel calcio è tutto un fattore di testa, quando capisci che è con la fatica che i risultati arrivano è quello che fa fare lo scatto. Quando sono venuto qui e ho visto che gli attaccanti fanno sì molto lavoro difensivo, ma arrivano molte palle gol, arretrare lo si fa anche con piacere.

Forse il gol più bello è stato quello con il Cittadella, anche se inutile, poi ci sono stati gol meno belli, ma più importanti come quello contro il Carpi, o quello di sabato scorso. Le segnature che rimangono più impresse sono quelle decisive.

Domenica giochiamo a Crotone che vive un particolare momento di forma, ma sappiamo che in questo campionato, nonostante possa sembrare una frase fatta, le squadre sono tutti difficili da affrontare. I calabresi hanno ottime individualità, un’ottima rosa e noi giocheremo fuori casa. Andremo lì con la voglia di combattere e mantenere questo trend, arrivare il più in alto possibile fino alla fine e poi vedere come andrà. Sicuramente non sarà una partita facile.

Il salto in Serie A? La massima serie non l’ho mai fatta, quindi non sono in grado di dire se sono pronto o meno. Sicuramente giocare una carta in quel torneo è il sogno di ogni calciatore, quindi spero di poterci arrivare con il Lecce e coronare questo sogno.

Un filotto di gol così mi è capitato a Cosenza dove nel girone di ritorno ho segnato dieci volte, poi l’attaccante quando si sblocca guadagna anche in prestazioni, perché si è più liberi di testa e si hanno meno pressioni. Per un attaccante contano i numeri, quindi, capita  di fare grandi partite senza segnare è può sembrare tutto lavoro a vuoto, soprattutto per chi guarda, perché, ripeto, giusto o no che sia, la punta necessita di numeri”.



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