Lecce straripante: demolisce l’Ascoli e sente il profumo di storia. Taba e Mancosu sugli scudi: le pagelle

Una gara a senso unico: il Lecce annichilisce l’Ascoli e sale al terzo posto in classifica, a -1 dal Palermo e a -2 dalla vetta. Liverani non sbaglia nulla: Mancosu arriva a 10, prima doppietta in giallorosso per Tabanelli.

Un 7 a 0 senza possibilità d’appello regala a Lecce un terzo posto in solitaria, a -1 dalla zona promozione diretta Contro l’Ascoli non c’è storia, anzi si: il punteggio entra nell’albo dei record del club. La gara, recupero della 22esima giornata, regala le doppiette di Tabanelli e Mancosu, l’ennesima grande prova di La Mantia, la prima gioia di Petriccione in giallorosso, il gol ritrovato di un gigantesco Filippo Falco.

Vigorito, 6: smaltita la botta al ginocchio che lo aveva costretto a lasciare il campo anzitempo a Crotone, si posiziona tra i pali. Non corre particolari rischi: l’Ascoli oggi è stata poca cosa. Per darsi un brivido si concede un dribbling su Rosseti in avvio di secondo tempo.

Calderoni, 6.5: parte molto bene, particolarmente attivo. La sua è una prestazione pimpante e mette anche lo zampino in occasione del 3-0 quando, al 20esimo, da un suo tiro-cross arriva la zampata vincente di La Mantia. Prova di solidità e partecipazione.

Lucioni, 6.5: vive una partita sulla stessa lunghezza d’onda dell’ultimo impegno casalingo contro il Foggia. La difesa concede poco quanto niente ad un Ascoli mai in partita. Ninkovic non vede una palla.

Meccariello, 6- : con un avversario mai realmente pericoloso, trascorre un primo tempo solo a festeggiare i gol dei compagni. Nella ripresa un paio di appoggi “timidi” dettati dalla sufficienza, e rimedia anche un giallo che un fallo che poteva risparmiarsi su Addae. E allora Liverani lo richiama per evitare altri guai, ma soprattutto per rilanciare in mischia Davide Riccardi.
dal 20’ s.t. Riccardi, 6: oltre un anno dopo dal brutto infortunio riassapora il campo. Il suo ingresso, accolto dagli applausi dei 12.700 del “Via del Mare”, serve al ragazzo per ritrovare ritmo e fiducia.

Venuti, 6.5: corsa, dialogo, cross e persino un paio di tentativi in porta. La gara di Lorenzo Lollo Venuti è perfettamente in linea con il resto della squadra: sempre attento in fase difensiva, attivo in quella offensiva.

Tachtsidis, 7: solo qualche marcatura “larga”, ma quando ha la palla tra i piedi trova sempre la soluzione giusta. Ogni azione degna di nota del Lecce passa dalle sue parti, un po’ meno nel secondo tempo quando lascia l’iniziativa a Petriccione, fino alla sostituzione a un quarto d’ora dal termine.
dal 24’ s.t. Felici, 6+ : il giovanissimo pupillo di Fabio Liverani, classe 2001, entra con la giusta personalità.

Petriccione, 7.5: grande personalità anche oggi per il giovane classe ’95 che trova anche il primo gol con la maglia del Lecce. Al quarto d’ora spezza una possibile ripartenza ascolana, trasforma l’azione da difensiva a offensiva e con gran freddezza riceve da Mancosu nei 16 metri avversari, prende la mira e buca le mani di Savic per il 2-0. Nella ripresa c’è in tutte le azioni, ma si “macchia” di un cartellino giallo. 

Tabanelli, 8: incredibile, non si ferma più! Dopo il gol della scorsa settimana, è lui a sbloccare il match dopo appena 5 minuti. Si fa trovare pronto sull’appoggio di La Mantia e con il piattone batte l’estremo difensore ospite. Si ripete nel secondo tempo quando, lanciato da Falco, non sbaglia a tu-per-tu contro Milinkovic. Tocca quota 6 marcature, prima doppietta in giallorosso, ma soprattutto non sbaglia niente.

Mancosu, 8.5: 10 e lode. Arriva in doppia cifra per la prima volta in carriera e lo fa al termine di un’altra prova superba. Prima, da un suo cross sul secondo palla arriva il vantaggio di Tabanelli, poi trova la via del gol quando, servito da La Mantia, deposita sotto l’incrocio dei pali. Sfiora la doppietta al 38esimo dopo la grande sgroppata di Calderoni, ma l’appuntamento è solo rimandato: la seconda gioia arriva nella seconda frazione ed è apoteosi. 

Falco, 8.5: dopo l’inizio di stagione arrembante, ritrova finalmente il gol che mancava 25 novembre (contro la Cremonese). Il rigore realizzato, con glacialità, al 31’ è il giusto premio dopo l’ennesima gara tutta velocità e fantasia. Serve anche il filtrante giusto per il 6-0 di Tabanelli. La difesa avversaria lascia lui molto spazio, ma Pippo non sbaglia un passaggio, imprendibile palla al piede, una spanna sopra gli altri per intensità e voglia.

La Mantia, 9: un gol, due assist, un rigore procurato, ennesima grande prova. Pronti-via e sulla prima azione di gioco ha la possibilità di battere col piattone verso la porta di Milinkovic Savic, ma la sua conclusione finisce alta. La sua presenza in area è fondamentale perché pochi minuti dopo serve di testa il passaggio del vantaggio per Tabanelli. Poi decide che è arrivato il momento di eguagliare il suo record di gol in Serie B (12 reti) mettendo la zampata giusta, sul filo del fuorigioco, sul tiro sbilenco di Calderoni. Non solo: offre di gran carriera l’assist per il 4-0 di Mancosu e si procura anche il calcio di rigore poi realizzato da Falco. Incontenibile, esce dopo 10 minuti dalla ripresa.
dal 10’ s.t. Tumminello, 6: gioca un secondo tempo con la giusta gamba, ma non sempre trova il tempo giusto.

Liverani, 8.5: non cambia nulla rispetto alla gara di domenica scorsa contro il Crotone e, a ben guardare, non poteva fare altrimenti. La risposta alla domanda sull’approccio arriva subito: il Lecce gioca la sua partita sempre, dal 1’ al 90’. I gol, in rapida sequenza, di Tabanelli, Petriccione, La Mantia, Mancosu e Falco mandano KO un Ascoli inguardabile. Nel secondo tempo il Lecce capisce di avere i 3 punti in tasca, ma non si accontenta: Taba e Mancosu trovano la via delle doppiette e per il Lecce è record. Il 7-0 vale tanto: per la classifica, per la differenza reti, per i debutti di Riccardi e Felici, ma specialmente per una classifica che diventa sempre più invitante. Ora Pescara e Cosenza, in rapida successione, in casa, per poter spiccare il volo.



In questo articolo: