Serie B, una sagra iniziata male e che sta finendo peggio. Sarà un’altra estate fitta di ricorsi

Il Palermo non viene penalizzato, ma direttamente escluso: ecco perché l’abolizione last-minute dei playout. Il Foggia è sul piede di guerra ma spera ancora, Salernitana in bilico. Saranno ancora carte bollate.

Ci eravamo illusi che dopo l’estate più tormentata della Serie B, tutte le polemiche extra-calcistiche fossero solo un ricordo. E invece, una stagione dopo, siamo “pronti” ad una nuova era di ricorsi. E’ il brutto del calcio, questo: quello che si decide nelle aule dei tribunali e non in un rettangolo verde.

Se il torneo 2018/19 era partito con i fallimenti di Bari, Cesena e Avellino e con la clamorosa decisione sul format a 19 squadre, lo stesso campionato sta finendo ancor peggio. 36 giornate dopo, infatti, è giunta la decisione da parte del Tribunale Nazionale Federale di degradare il Palermo all’ultimo posto in classifica che, di fatto, stravolge risultati, posizioni e scenari.

Cosa è successo

La sentenza del Collegio ha sottolineato l’illiceità dell’attività finanziaria dei rosanero che per tre anni di fila avrebbero messo mano al bilancio per “aggiustarlo” in vista dell’iscrizione ai campionati. Come auspicato dalla Procura Federale la sanzione è stata massima: retrocessione all’ultimo posto della classifica e conseguente retrocessione in Serie C.

Nei minuti successi alla pronuncia del TFN lo scenario era cambiato: il Palermo al 19^ posto significava dal scalare posizioni a tutte le squadre della cadetteria (Brescia e Lecce escluse), con festa a Venezia per la salvezza e a Foggia per la chance di giocarsi il tutto per tutto nei playout contro la Salernitana.

Ma in serata la decisione clamorosa della Lega B: sentenza immediatamente esecutiva, playoff da ridisegnare e da far partire quanto prima, ma soprattutto niente playout. In Lega Pro vanno direttamente il Palermo, Carpi, Padova e lo stesso Foggia. In molti hanno accolto la notizia con stupore e perplessità, non capendo l’ennesimo cambio di format.

In realtà, la desicione della Lega si posa sull’art. 18 del Codice della Giustizia Sportiva il quale precisa che decisioni come quella presa dal Tribunale Federale non comminano penalizzazioni in termini di punti, ma, sancendo d’ufficio l’ultimo posto in classifica, la squadra colpita dal provvedimento andrebbe esclusa (anche a campionato completato!) dal torneo.

In pratica il Palermo oggi non occupa posizioni in classifica: è già in Serie C e insieme a lui ci possono andare tre squadre, le ultime tre classificate che si sono “meritate” la retrocessione sul campo.

Cosa succederà

Una decisione certamente forte e che ora aprirà a nuove, inevitabili, polemiche. Tra dieci giorni il Palermo conoscerà l’esito dell’appello (che potrebbe anche ribaltare tutto e ripristinare l’ordine voluto dal campo da gioco), ma a quel punto i playoff potrebbero essere già iniziati vista l’ormai nota “fretta e ansia di calcio” del Presidente della Serie B Balata. Destino già scritto per le altre retrocesse? Spacciate sono solo Carpi e Padova, mentre il Foggia, intanto aspetta l’esito relativo alla sua richiesta di restituzione dei punti (ne basta uno per scavalcare la Salernitana e salvarsi), ma ha già annunciato battaglia contro l’abolizione last-minute dei playout.

Ecco perché tanto i rosanero quanto i Satanelli stanno valutando la pista del ricorso d’urgenza in FIGC per blocco momentaneo del campionato (cioè il rinvio degli spareggi) in attesa delle decisioni definitive della giustizia sportiva. In questo modo si supererebbe la decisone della Lega  B di procedere subito con i playoff.

Insomma, una sagra partita male sta forse finendo peggio. La certezza del diritto e dei risultati tanto decantata dai presidenti di Coni e Lega va sempre più a farsi benedire.

Chi sbaglia è giusto che paghi, ma come sempre il prezzo più alto lo scontano i tifosi.



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