Le vittorie che hanno segnato la storia del Lecce in Serie A


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La storia del Lecce nel massimo campionato italiano è fatta di stagioni vissute quasi sempre al limite, con salvezze arrivate giusto durante il corso delle ultime giornate e, per di più, con risultati positivi contro avversari di rango superiore, tanto da restare per sempre impressi nella memoria del club e della tifoseria.

Durante il corso della sua storia, il Lecce ha raggiunto quota dieci permanenze in Serie A, molte delle quali decise in partite singole dal peso specifico enorme. Abbiamo provato a ripercorrere questa storia in un articolo che riassumesse tutto quello che conta in quasi quarant’anni di storia.

Lecce-Torino 3-1, 25 giugno 1989: la prima salvezza

All’ultima giornata del campionato 1988-89, il Lecce di Carletto Mazzone batté il Torino per 3-1 con le reti di Benedetti, Barbas e Paciocco, mentre per i granata segnò Fuser.

Era la prima stagione dei giallorossi nella massima serie dopo la promozione e, pertanto, la posta in gioco era altissima poiché la partita altro non era che uno spareggio per la permanenza in Serie A, con il Torino altrimenti condannato alla retrocessione. La partita si giocò in un contesto in cui buona parte della stampa nazionale parteggiava apertamente per il Torino, circostanza che il presidente del Lecce Franco Jurlano e lo stesso Mazzone non mancarono di sottolineare pubblicamente.

Inutile dire il livello di felicità mediana a Lecce dopo la vittoria sui Granata: quello fu il coronamento di un anno in cui il Lecce iniziò a far capolino sempre più spesso tra le opzioni con più valore per gli scommettitori.

Lecce-Bari 1-0, 11 dicembre 1999: un derby sotto il diluvio

A quasi fine millennio il Derby tra Lecce e Bari si gioco in condizioni al limite della praticabilità, sotto una pioggia veramente torrenziale.

La partita, particolarmente agguerrita, fu decisa da un gol di Alessandro Conticchio (che fece guadagnare il soprannome di “Sindaco” della città), facendo esplodere in un boato senza precedenti lo stadio di Via del Mare, gremito nonostante le condizioni atmosferiche da lupi.

Lecce-Inter 2-1, 2 maggio 2004: un miracolo firmato Delio Rossi

La salvezza della stagione 2003-04, sotto la guida di Delio Rossi, arrivò a due giornate dalla fine con la vittoria per 2-1 contro l’Inter in casa, con un gol di Adriano su rigore per i nerazzurri e reti di Tonetto e Bovo per il Lecce.

Tonetto si rese protagonista di un tocco in caduta su azione di Chevanton durante il secondo tempo, mentre Bovo riuscì a segnare un incredibile gol al 70°, ribattendo in rete dopo una deviazione di Toldo sul Palo.

La portata dell’impresa va misurata sul contesto della stagione: dopo 16 giornate il Lecce era penultimo in classifica, davanti soltanto all’Ancona, e chiuse il campionato al decimo posto con 41 punti, la media punti più alta della propria storia in Serie A.

Lecce-Milan 2-2, 15 maggio 2005: il pareggio incredibile contro Shevchenko e compagni

Durante il corso della stagione 2004-05, il Lecce strappò un pareggio per 2-2 al Via del Mare contro il Milan di Carlo Ancelotti nonostante avessero contro una delle squadre più forti di tutta quanta la serie A. .

Per una squadra in lotta per la salvezza, recuperare due gol di svantaggio contro una delle formazioni più forti d’Europa in quel periodo era un risultato praticamente impossibile a cui ambire eppure, con uno sforzo incredibile, l’impresa riuscì. Non male per una squadra che durante il corso degli anni successivi continuerà a fare avanti e indietro dalla massima lega e che, nonostante tutto, è ancora presente tra le quote calcio oggi.

Lazio-Lecce 0-1, 25 maggio 2025: la decima salvezza

Il gol di Lassana Coulibaly al 43′ di Lazio-Lecce valse la decima salvezza in Serie A della storia del club.

La squadra di Giampaolo arrivò alla partita dopo sette sconfitte in otto giornate tra febbraio e aprile, e si presentò all’Olimpico con l’obbligo di vincere per garantirsi la permanenza: detto fatto, disse Coulibaly.

Il Lecce conquistò la terza salvezza consecutiva in Serie A, un traguardo mai raggiunto prima nella storia del club e il motivo per cui ancora oggi parliamo di lei quando parliamo di squadre di serie A.