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Sua maestà il calzone! Uno scrigno di bontà fritto o al forno, ma non chiamatelo panzerotto

by Redazione
7 Settembre 2025 7:26
in Eno-Gastronomia
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«Calzone o panzerotto?» Questo è il dilemma. C’è chi ha cercato di risolvere la diatriba tirando il ballo il metodo di cottura: se fritto si chiama panzerotto, se cotto al forno prende il nome di calzone. C’è anche chi cerca di risolvere la querelle puntando sulla grandezza della mezzaluna ripiena di pomodoro, mozzarella e origano nella sua variante originale.

Nel Salento la diatriba non esiste: il calzone, uno scrigno di bontà tutto da gustare, è uno dei cibi da strada più buoni e diffusi (insieme al rustico), mentre il ‘panzerotto’ indica una crocchetta fritta di patate. Lo sappia bene chi mette piede in questa terra ricca storia, arte e prelibatezze. Se, da un lato, sua maestà il calzone ha conquistato i turisti in vacanza nel tacco dello Stivale che vogliono scoprire i ‘segreti’ di questa terra anche a tavola, dall’altro bisogna dare alle cose il proprio nome.

Ormai declinato in tantissime varianti a seconda dei gusti, persino con la ricotta forte che dona quel gusto pungente e leggermente piccante, questo grosso raviolo di pasta ripieno può essere fritto nell’olio extravergine di oliva o cotto al forno così resta “più light”. Un peccato di gola, una bontà a cui è difficile rinunciare. Anche negli aperitivi d’estate visto che sono diventati mignon, da mandar giù in un solo boccone insieme agli altri fritti misti. L’unico problema, a quel punto, è che uno tira l’altro.

Insomma, mangiatevi un calzone bollente (perché la mozzarella deve filare). È buono, economico e, se postato, prende tanti like su Instagram. Potete rifarlo anche a casa ma attenzione alla chiusura, momento clou della preparazione. Usate le mani o la forchetta purché il delizioso ripieno non fuoriesca durante la frittura.

Tags: prodotti-tipici-locali
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