Santa Lucia, fiere e focare per celebrare ‘la notte più lunga che ci sia’

Fiere, feste e focare. Anche in Salento è molto sentito il culto per Santa Lucia, la protettrice degli occhi che porta i doni ai bambini.

«Santa Lucia» si esclama quando non si scorge qualcosa che si ha sotto gli occhi, ma la storia della protettrice della vista ha tanti ‘aneddoti’ interessanti da raccontare. Ci sono molte cose da conoscere sulla martire celebrata il 13 dicembre, giorno in cui morì (nell’anno 304 d.C.) durante le persecuzioni di Diocleziano. A ‘denunciarla’ come cristiana fu il promesso sposo, un pagano,
infuriato per il rifiuto della giovane che decise di dedicare la sua vita a Cristo, di affidare la propria anima a Dio, dopo l’apparizione, secondo la leggenda, di Sant’Agata. Si era recata in pellegrinaggio al sepolcro per pregare per la mamma malata. E quando la ‘donna’ inspiegabilmente guarì decise di donare le sue ricchezze in beneficenza.

Denunciata alle autorità romane per un amore non corrisposto, catturata e processata, Santa Lucia non ha mai mostrato alcun segno di cedimento. Ha sempre difeso e sostenuto con forza la sua fede, anche quando fu sottoposta a indicibili torture. Venne minacciata di essere esposta fra le prostitute, ma il suo corpo diventò così pesante che non si riuscì a spostarla. Riesce a sopravvivere, anche alle fiamme. Mai nessuna ferita fino al girono della morte, avvenuta per decapitazione o come scrivono “Atti Latini” con un coltello conficcato in gola. Era il 13 dicembre del 304.

È considerata la protettrice della vista perché, si narra, le furono cavati gli occhi. Alcuni raccontano che fu lei stessa a strapparseli per non cedere alle lusinghe del peccato. Ecco, perché la santa, nell’iconografia, è spesso rappresentata con gli occhi in mano o poggiati su un vassoio.

Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia

Quella del 13 dicembre non è la notte più lunga più lunga dell’anno. Non più. E nemmeno il giorno più breve. Per capire come sia nato questo ‘aneddoto’ bisogna tornare indietro nel tempo, esattamente al 4 ottobre 1582. Prima dell’introduzione del calendario gregoriano, la data in cui si festeggiava la Santa era vicina al solstizio d’inverno. Nel nuovo calendario, invece, bisogna aspettare il 20/21 dicembre. Ecco spiegato anche il nome Lucia, dal latino lux (luce). Tutti sanno che, dopo il solstizio d’inverno, le ore di luce crescono piano piano.

Fiere, feste e ‘pamparrine’

Il culto per la patrona della città di Siracusa, in Sicilia, è molto sentito. Al Nord, è legata alla tradizione dei doni per i bambini. Anche questo rito è legato ad una leggenda. Si dice che, dopo la sua morte, la Santa fosse stata autorizzata a tornare sulla Terra per portare dei ragali ai più piccoli. Come per Babbo Natale, devono andare a letto presto e lasciare un po’ di cibo per la martire e fieno per l’asino che guida il suo carretto.

Anche nel Salento si festeggia, ma con ‘focare’ (o pamparrine),feste e fiere. La più ‘conosciuta’ è la Fiera dei Pupi che va in scena a Lecce ormai da secoli. Altrettanto antica è la Fiera di Santa Lucia a Scorrano che, in passato, durava ben quattro giorni dato che ‘riforniva’ i salentini del necessario per poter superare l’inverno, compresi gli animali. Ora, di quei tempi resta solo il ricordo, ma l’esposizione ha saputo ‘rinnovarsi’ offrendo altri prodotti.

Come nel giorno della Madonna Immacolata, il 13 dicembre ci ricorda che manca davvero poco al Natale.



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