Santissimo crocifisso, Nardò in festa per «lu cristu gnoru»

Storia, tradizione e fede. A Nardò, i festeggiamenti in onore del Santissimo Crocifisso hanno radici antichissime

Storia, tradizione e fede si intrecciano a Nardò che si prepara a ‘festeggiare’ il Santissimo Crocifisso. La devozione per «lu cristu gnoru» ha radici antichissime, secolari. Per raccontare la storia di questo capolavoro in legno di cedro bisogna riportare le lancette dell’orologio al 761, quando il crocifisso nero fu portato in città dai monaci basiliani costretti all’esilio e posizionato nella cattedrale di Santa Maria Assunta, uno scrigno di arte e tesori inestimabili.

Bisognerà attendere qualche secolo per raccontare un altro capitolo della storia di questo manufatto che resta un mistero, visto che nessun documento antico ha dato risposte certe sulle sue origini, sul suo colore (il materiale, il tempo, il calore delle candele?), sul suo passato, sulla fede della gente del posto. Sembra, secondo una leggenda, che quando i saraceni tentarono di bruciare la statua della croce si verificò un miracolo. Era il 18 maggio 1225.

Tutto cominciò quando gli ‘stranieri’ cercarono di portare fuori il Crocifisso dalla Cattedrale, per bruciarla nella piazza della città come atto simbolico. Nel tentativo, il braccio sinistro della statua urtò contro l’angolo della porta, rimanendo incastrato «come se fosse fissato con un chiodo».. A quel punto, uno dei soldati tentò di reciderlo con la spada, ma dal dito iniziò a sgorgare sangue tanto che i saraceni, spaventati da quel segno divino, fuggirono via.

Da allora il “crocifisso nero” non ha mai lasciato la sua ‘casa’, in una Cappella della navata sinistra, e ogni anno è festeggiato dal popolo neretino. Una festa popolare in stile salentino, con le luci sfavillanti delle luminarie, l’odore della cupeta, delle noccioline e dello scapece, il suono della banda, il rumore dei fuochi d’artificio e il silenzio delle preghiere.

I festeggiamenti

La data da segnare in rosso sul calendario è quella di sabato 20 maggio. Alle 18:30 si celebra la Santa Messa officiata da Mons. Domenico Caliandro, Arcivescovo emerito di Brindisi-Ostuni, e da Mons. Fernando Filograna, Vescovo della Diocesi di Nardò-Gallipoli. Al termine, a partire dalle ore 19.30, toccherà alla processione per le strade della città. Il simulacro del Santissimo Crocifisso, accompagnato dai fedeli, percorrerà le vie cittadine partendo da piazza Pio XI per proseguire verso corso Garibaldi, Piazza Umberto I, via Regina Elena, via Roma, piazza Diaz, corso Galliano, piazza Mazzini, via Grassi, piazza Osanna, ove avverrà la benedizione della città, piazza della Repubblica, corso Vittorio Emanuele II, piazza Salandra, via Duomo e rientro in Cattedrale. Accompagnerà per tutto il percorso il Complesso bandistico “La cittadella dei ragazzi” diretto dal Maestro Giovanni Greco.

Al rientro della processione, la cittadinanza potrà assistere allo spettacolo pirotecnico, quest’anno offerto dalle Confraternite neritine, eseguito dalla Ditta Fireworks Salento di Corsano.

Domenica, in cattedrale le celebrazioni si terranno alle ore 7:30, 9:00, 10:30 e 19:00. Inoltre a partire dalle 19:30 e fino alle 21:00, per le vie della festa si esibirà l’Orchestra dei fiati “Federico II” di Leverano.

Non solo celebrazioni religiose. Sabato 20 maggio, a partire dalle 21:30, Piazza Salandra ospiterà i Tv Color, noti per il loro stile trash & roll, che ormai da anni movimentano e fanno ballare intere piazze e paesi. Domenica 21 maggio, a partire dalle 21:00, toccherà agli Avvocati divorzisti, un gruppo il cui nome ha un chiaro riferimento a una specializzazione forense ma che nelle piazze e in ogni concerto, mettono d’accordo tutti a suon di musica.



In questo articolo: