‘Salento in Miniatura’, dall’idea di tre fratelli un parco a tema unico e inimitabile

Dalla Valle d’Itria al Capo di Leuca, in 5mila metri quadrati sono raccolte tutte le meraviglie del Salento. Rigorosamente in miniatura, come a Rimini hanno saputo fare con il celeberrimo Stivale. L’idea dei fratelli Casilli, ecco come raggiungerlo.

Chi non ha mai sentito parlare di “Italia in miniatura”, il celeberrimo parco tematico nei pressi di Rimini che, dal 1970 ormai, offre alle migliaia di suoi visitatori la possibilità di fare un tour in scala ridotta del nostro Paese mostrandone le bellezze che ci invidiano in tutto il mondo?

Eppure, come è noto, l’unicità dell’Italia è quella di non essere bella nella sua complessità ma, appunto, per le particolarità che ognuno dei territori che la compongono può e sa offrire e, in questo, il Salento non è sicuramente secondo a nessuno.

Ed è probabilmente questo che non è sfuggito ai tre fratelli Casilli, tre imprenditori agricoli poco più che trentenni che, proprio rifacendosi all’attrattiva romagnola, hanno pensato bene di riproporre una visuale, per quanto ridotta, che fosse un autentico scatto tridimensionale del nostro territorio e delle sue meraviglie: nasce così, nel 2013, il “Salento in miniatura”, un parco a tema che, come ha spiegato attraverso le pagine del Quotidiano di Puglia Daniele, il più giovane dei fratelli Casilli, riproduce fedelmente, all’interno di un’area di oltre 5mila metri quadrati, la penisola salentina dalla Valle d’Itria al Capo di Leuca «contornato dalla riproduzione di monumenti per la cui realizzazione si sono utilizzati materiali esattamente identici a quelli dei manufatti reali (pietre locali quali pietra leccese, tufo ecc.)».

Una storia che parte da lontano, quella dei Casilli e della loro azienda agricola nata oltre quarant’anni fa a metà strada tra Salice Salentino e Veglie e che, nel tempo, è passata dall’essere un’iniziale realtà a conduzione familiare a una in forte crescita ed in rapido divenire capace di superare la crisi delle barbabietole da zucchero del 2008, puntando sull'uva e su ortaggi freschi ed essiccati, un nuovo percorso, insomma, che ha portato anche alla costruzione di una cantina e chiuso la filiera, accentrando produzione, trasformazione e vendita.

«Da lì in poi – spiega il giovane imprenditore  – la diversificazione aziendale è andata avanti e nel 2013 con l'acquisto di un terreno e di un capannone sulla strada provinciale Salice-Veglie abbiamo dato vita al parco tematico, inizialmente pensato come uno spazio dedicato alla rappresentazione geografica del Salento”.

Percorsi turistici, didattici, naturalistici, enogastronomici ed artistici arricchiti da un grande giardino botanico e floricolo dotato di oltre 1500 esemplari di alberi bonsai di circa 50 specie.

«Ci siamo poi avvicinati alle scuole ed abbiamo creato il “giardino degli ulivi parlanti”, in cui due alberi secolari – dice Casilli – interagiscano tra loro, raccontando la loro storia di vita. Un modo per affrontare anche il problema della Xylella e lanciare  un messaggio di speranza, perché l'infezione si può sconfiggere. Il parco è stato aperto quest'anno e dal primo aprile ad oggi abbiamo registrato circa 10mila visite. Tutti quanti rimangono bocca aperta per la meraviglia e questo ci dà tanta soddisfazione, ma io non dimentico lo scetticismo quando presentavamo la nostra idea e le tante difficoltà, ad iniziare da quelle burocratiche per le autorizzazioni. Senza dimenticare che solo un istituto, la Banca di credito cooperativo di Leverano, ha creduto nel progetto oltre che nelle garanzie. Noi avevamo ben chiare le idee, oggi le stiamo realizzando e presto aggiungeremo uno spazio dedicato ad eventi pubblici all'aperto, ricreando una tipica piazza salentina intitolata a Don Tonino Bello».

Di Luca Nigro



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