Nessuno ha saputo dare un senso alla morte, improvvisa, di Virginia Quaranta, psicologa 32enne originaria di Diso, trovata senza vita nella camera da letto del suo appartamento di Lecce, in viale Rossini. Aritmia cardiaca: è questa la conclusione a cui è giunto il medico legale, Alberto Tortorella dopo l’autopsia. Sul corpo di Virginia, dice, non c'è nessun segno di violenza. Un prima “risposta” alle tante domande nate di fronte ad una tragedia, avvolta fin dal primo momento nel mistero.
La famiglia, distrutta dal dolore, non ha nemmeno fatto in tempo ad “accettare” che la propria figlia se ne sia andata per cause naturali che, quelle poche certezze che avevano a cui aggrapparsi, sono iniziate a vacillare. Il sospetto, più che fondato, è che ci sia dell’altro: e se Virginia fosse uccisa per mano dell’uomo che amava? Troppo presto per trarre una conclusione.
Al momento, l’ipotesi di reato del fascicolo aperto dalla Procura di Lecce parla di omicidio volontario. E nel registro degli indagati è finito il nome di un collega della donna, un 50enne sposato e padre di due figli, con il quale la psicologa aveva una relazione. È lui, sentimentalmente impegnato, che l'ha vista per l'ultima volta. Lui, con una famiglia, che per ultimo l'ha sentita. Sono stati proprio i messaggi trovati sul telefonino a raccontare di un periodo travagliato tra i due.
Certo, che qualcosa non quadrasse era chiaro fin da quando alcuni colleghi, preoccupati che la 32enne non si fosse presentata ad un appuntamento senza avvisare, hanno trovato il suo corpo senza vita, disteso sul letto. Sul comodino, diverse confezioni di farmaci. Virginia aveva una malattia grave, ma che da sola non porta a crisi fatali. In camera gli inquirenti hanno notato uno «strano disordine», a differenza del resto della casa elegante e ordinata. Una confusione che ‘stona’ con l’ipotesi di una morte naturale. Così hanno sequestrato i telefonini e il computer di Virginia, hanno controllato chiamate, mail e messaggi, hanno cercato di capire cosa realmente sia successo fugando i punti interrogativi. E allora ecco spuntare il nome professionista molto noto nel basso Salento. L'uomo, per bocca del suo avvocato – Francesca Conte, continua a dichiararsi "estraneo" ai fatti, a ripetere "è soltanto una grande tragedia".
Il prossimo passo, sarà di attendere l'esito degli esami tossicologici. Solo allora si potrà escludere del tutto che la psicologa salentina sia deceduta a causa di un cocktail di farmaci, risultato fatale.