Si conclude con la condanna, il processo di primo grado che vedeva comparire sul banco degli imputati, una coppia di uomini, con la grave accusa di abusi sessuali su due ragazzini, durante il doposcuola.
Oggi, al termine del processo di primo grado, i giudici in composizione collegiale (presidente Annalisa de Benedictis) hanno inflitto la condanna a 16 anni di reclusione ciascuno per i due imputati, accusati di violenza sessuale di gruppo aggravata e continuata. Si tratta di due uomini residenti in un paesino del Basso Salento. Nei loro confronti, i giudici hanno disposto l’interdizione in perpetuo dai pubblici uffici e da qualunque incarico in scuole, uffici etc., E poi, il divieto per due anni di avvicinarsi a luoghi frequentati da minori e di avere contatti con essi. E infine, per la stessa durata, l’obbligo di informare gli organi di polizia sui propri spostamenti..
A conclusione della requisitoria, il pm Luigi Mastroniani aveva invocato la condanna alla pena di 6 anni ciascuno.
I genitori dei un minore e l’altro ragazzo ormai maggiorenne si erano costituiti parte civile e in loro favore, i giudici hanno disposto il risarcimento del danno in separata sede ed una provvisionale complessiva di 60mila euro. Sono assistiti dagli avvocati Silvio Caroli, Giorgio Caroli, Vincenzo Del Prete, Simone Viva e Giuseppe Castelluzzo.
Va detto che i due imputati, difesi dagli avvocati Fabrizio Mangia e Angelo Valente, si sono sempre dichiarati innocenti e potranno fare ricorso in Appello, una volta depositate le motivazioni della sentenza entro 90 giorni.
La coppia era stata arrestata e ristretta ai domiciliari con braccialetto elettronico, con un’ordinanza di custodia cautelare. In seguito, i due vennero sottoposti al divieto di avvicinamento alle persone offese.
La delicata inchiesta prese il via dalla denuncia dei genitori di un 14enne con problemi di disabilità, presentata presso la stazione dei carabinieri. I fatti sarebbero avvenuti in un comune del Basso Salento, a partire da febbraio del 2021 e fino ad agosto del 2022. In base a quanto ricostruito dagli inquirenti, gli “amici di famiglia” invitavano spesso il ragazzo che in quelle occasioni avrebbe subìto molestie. Ed affinché la vicenda rimanesse segreta, si sarebbero raccomandati di non riferire nulla ai genitori.
Il ragazzino si sarebbe però confidato con un’amica d’infanzia e tramite i familiari di quest’ultima, la rivelazione sarebbe arrivata ai suoi genitori. Successivamente, il 14enne avrebbe confermato ogni cosa a mamma e papà, sostenendo che gli abusi si erano verificati varie volte.
Inoltre, i due sono accusati di avere molestato con palpeggiamenti nelle parti intime, un altro minorenne, di 13 anni, alla presenza di altri bambini che dormivano nella loro casa. Durante l’incidente probatorio, nel corso dell’ascolto presso la Procura per i Minorenni, le due giovani vittime avrebbero confermato le accuse.
Al termine dell’udienza preliminare del novembre di tre anni fa, il gup Giulia Proto aveva rinviato a giudizio i due imputati e il processo si è concluso in queste ore con la condanna della coppia.