Niente revisione per Giovanni Camassa, confermata la condanna per il delitto di Angela Petrachi


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Si conclude con il no alla revisione della sentenza e con la conferma della condanna all’ergastolo, per Giovanni Camassa, il processo di appello bis. Sul banco degli imputati compariva l’agricoltore 58enne di Melendugno, accusato dell’omicidio di Angela Petrachi, la giovane mamma, scomparsa il 26 ottobre del 2002. La donna fu trovata morta, l’8 novembre, in un boschetto di Borgagne. Era stata seviziata e uccisa.

Nel pomeriggio di oggi, la Corte d’assise d’appello di Catanzaro, dove si è celebrato il processo di revisione a carico di Giovanni Camassa, ha dunque accolto l’istanza del procuratore generale. Quest’ultimo aveva chiesto che fosse rigettata l’istanza di revisione e dunque che fosse confermata la condanna all’ergastolo inflitta in via definitiva, nel 2014. Camassa era stato assolto in primo grado, «per non aver commesso il fatto», ma condannato in secondo grado dalla Corte d’Assise d’Appello di Lecce, nel 2012. L’imputato rispondeva di omicidio volontario, violenza sessuale e vilipendio di cadavere.

Nel dicembre del 2024, la Corte d’appello di Catanzaro aveva accolto l’istanza di revisione del processo, presentata dai legali di Camassa. I giudici avevano disposto un approfondimento dibattimentale, incentrato su una nuova consulenza sul Dna. Le tecniche più moderne per le analisi genetiche sugli indumenti della vittima, permisero di isolare il Dna di un altro uomo, inizialmente indagato nell’inchiesta.

Ricordiamo che già nel corso delle indagini eseguite all’epoca dei fatti, sul cadavere e sugli slip non venne trovato il Dna di Camassa. Contro di lui, vi erano i dati delle celle telefoniche. In base a quanto emerso dalle indagini, il 26 ottobre, giorno della scomparsa di Angela, la cella telefonica di Camassa avrebbe agganciato la zona dove venne ritrovato il cadavere.

I suoi legali, dopo la condanna in Appello, avevano chiesto la revisione del processo e nel dicembre 2023 la Corte di Cassazione accolse il ricorso stabilendo che a decidere sull’ammissibilità della richiesta fosse la Corte d’assise d’appello di Catanzaro che ha poi detto si all’istanza.

Al termine del nuovo processo di Appello, però, per Camassa è arrivata la conferma della condanna all’ergastolo. Le motivazioni della sentenza si conosceranno entro i prossimi 90 giorni e la difesa potrà fare ricorso in Cassazione.

Va sottolineato che Camassa si è sempre dichiarato innocente. Era difeso dagli avvocati Ladislao Massari e Marilina Strafella. I due figli della vittima, assistiti dall’avvocato Silvio Verri, si erano costituiti parte civile.