Favori nell’assegnazione delle case popolari, in cambio di voti?  Al via il processo di Appello


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Ha preso il via oggi con la requisitoria del sostituto procuratore generale, il processo di Appello sui presunti illeciti per l’assegnazione degli alloggi popolari nel quartiere Stadio di Lecce, in cambio di voti. Il processo di secondo grado, dunque, per il momento va avanti, ma sull’eventuale accoglimento della richiesta delle difese di annullamento della sentenza di primo grado, avanzata poiché faceva parte del collegio giudicante anche un giudice onorario di pace, avrà un peso specifico la decisione delle sezioni unite della Cassazione su un caso simile, atteso per il 28 maggio,

Intanto, nell’udienza di oggi davanti alla Corte d’Appello di Lecce (presidente Teresa Liuni) si è stabilito che il processo andrà avanti regolarmente ed il 17 giugno e 7 ottobre del 2026 prenderanno la parola i legali degli imputati. Una volta terminate le discussioni ci sarà la camera di consiglio dei giudici che decideranno, sulla scorta di quanto stabilito dalla Cassazione, se accogliere il ricorso delle difese e dunque se disporre l’annullamento della sentenza di primo grado. E in quel caso il processo potrebbe ripartire da zero. In caso contrario verrà emessa la sentenza di Appello.

Ritornando all’udienza di oggi, ha preso la parola il sostituto procuratore generale Imerio Tramis che ha chiesto la conferma della sentenza primo grado, ma anche il rigetto dell’appello del pm per, tra le altre cose, il riconoscimento del reato di associazione a delinquere e il no all’assoluzione per una vicenda di presunta corruzione che riguardava l’ex assessore Monosi ed un’imputata. E ancora  l’accoglimento del ricorso, in merito ad altri reati, per i quali la Procura aveva chiesto in primo grado la condanna. Le parti civili, attraverso i propri legali, si sono allineate alle conclusioni del pg. Tra di esse compaiono: Comune di Lecce, Codacons, Arcasud Salento e Piero Scatigna, l’uomo che fu pestato e minacciato di morte perché, stando alle carte dell’inchiesta, denunciò il sistema illegale di assegnazione degli appartamenti. Sono assistite, tra gli altri, dagli avvocati Carlo Sariconi e Angelo Terragno. 

Va detto che nel maggio dello scorso anno, furono emesse 12 condanne per i reati di falso e peculato per distrazione. Sul banco degli imputati comparivano ventitré persone. Alcuni imputati furono assolti o prosciolti per prescrizione. Tra le condanne dei giudici in composizione collegiale spiccavano quelle degli ex assessori Attilio Monosi (condannato in primo grado a 3 anni e 6 mesi di reclusione) e Luca Pasqualini (5 anni) e dell’ex consigliere d’opposizione, Antonio Torricelli (4 anni).

I legali degli imputati, nei motivi di Appello, come già anticipato, hanno sostenuto che: «Il giudice onorario di pace non può essere destinato ai collegi chiamati a decidere su reati come tentata violenza privata e lesioni aggravate dal metodo mafioso». Motivo per cui «la decisione è da ritenersi nulla per tutti i reati oggetto della decisione» e, di conseguenza, per tutti.

 Il ricorso del pm Massimiliano Carducci riguarda invece il mancato riconoscimento del reato di associazione a delinquere, poiché si fa riferimento nell’inchiesta ad una struttura organizzata finalizzata al controllo del consenso elettorale attraverso la gestione illecita degli alloggi, nel periodo compreso tra il 2013 e il 2016-2017.

Il collegio difensivo

Il collegio difensivo è composto, tra gli altri, dagli avvocati: Luigi Covella, Riccardo Giannuzzi, Giuseppe Corleto, Ivana Quarta, Amilcare Tana, Luigi e Roberto Rella.