Dura condanna per il 30enne marocchino, che minacciò l'ex convivente di divulgare foto osé. Il giudice monocratico Silvia Minerva nelle scorse ore, ha inflitto sei anni di reclusione nei confronti di Hamid Essalami, 30enne di origini marocchine ma residente a Latiano, per i reati di stalking ed estorsione (stessa pena invocata dal pubblico ministero). Disposto anche il risarcimento del danno nei confronti della vittima, una 28enne sua connazionale, ma residente a Salice Salentino. La giovane si è costituita parte civile con l'avvocato Francesco Calabro. L'imputato è invece assistito dal legale Pasquale Fistetti del Foro di Brindisi. Il legale ha chiesto l'assoluzione, ritenendo non vi fossero riscontri agli atti persecutori. Inoltre, la presunta estorsione sarebbe emersa unicamente dalle dichiarazioni della denunciante.
La 28enne venne anche sentita in aula durante il processo, affermando di avere lasciato il compagno dopo aver scoperto che era già sposato in Marocco e non per le sue condotte prevaricatrici. L'avvocato Fistetti ha già annunciato che farà ricorso in Appello, quando il giudice depositerà le motivazioni della sentenza.
Essalami fu arrestato il 12 maggio dello scorso anno a San Vito Dei Normanni, dagli uomini della Squadra Mobile e "confinato" ai domiciliari. questi è stato raggiunto anche dal divieto di avvicinamento emesso dal gip. Secondo l'accusa, rappresentata dal sostituto procuratore Angela Rotondano, il 30enne avrebbe perseguitato la sua ex per circa 1 anno. Tra, febbraio del 2015 e gennaio del 2016, dopo circa quattro anni di convivenza con lei, avrebbe iniziato ad appostarsi sul suo luogo di lavoro. Non solo, poiché le avrebbe inviato quotidianamente messaggi minatori ed offensivi del tipo, «O stai con me o ti ammazzo». E ancora: «Ti brucio…ti sfregio il volto».
Le centinaia di sms inviati contenevano anche richieste estorsive. Il 38enne, infatti, avrebbe minacciato la sua ex convivente di divulgare ad amici e familiari le sue foto in cui appariva nuda, anche su Facebook. E avrebbe ottenuto nel maggio dell'anno scorso, prima 600, poi 800 euro da parte della donna che decise successivamente di denunciare il suo ex.