Ci sarà una perizia psichiatrica per Luigi Quarta, l’omicida reo confesso della moglie Amalia di 83 anni, uccisa a Lecce, nel quartiere San Pio, con un colpo di pistola sparatole in testa nel sonno.
Durante la prima udienza del processo l’avvocato Augusto Pastorelli, legale dell’imputato, ha chiesto di disporre accertamenti sulla capacità d’intendere e di volere, al momento dei fatti, per il proprio assistito.
La Corte d’Assise di Lecce (presidente Pietro Baffa, a latere Luca Scuzzarella e giudici popolari), questa mattina, nella prima udienza del processo, nell’aula bunker di Borgo San Nicola, ha accolto l’istanza del difensore. Le operazioni peritali, affidate allo psichiatra Massimo Marra, inizieranno il 26 maggio e dovrebbero concludersi entro un mese. Il 28 maggio avrà inizio il dibattimento con l’ascolto dei primi testimoni del pm Alessandro Prontera, come i carabinieri che hanno condotto le indagini.
Quarta risponde di omicidio volontario con l’aggravante di aver commesso il fatto nei confronti della coniuge.
Luigi Quarta si trova sempre agli arresti domiciliari dopo che il gip, a seguito dell’udienza di convalida, come richiesto dalla difesa e dalla Procura, alla luce dell’età avanzata e delle sue precarie condizioni di salute, gli aveva concesso di lasciare il carcere.
L’82enne nel corso dell’interrogatorio davanti al gip Stefano Sala aveva sostanzialmente confermato, seppur ancora sotto choc, quanto già dichiarato davanti agli inquirenti. L’uomo aveva dichiarato come alla base del gesto ci fosse stato il rifiuto della moglie malata di prendere i farmaci prescritti. Va detto che il grave fatto di sangue è maturato in un contesto di tensione familiare, caratterizzato da un quadro di estrema solitudine.
I fatti risalgono alla mattinata di domenica 8 giugno del 2025 e si sono verificati in un’abitazione di via Bonifacio, nel quartiere San Pio, a Lecce. Luigi Quarta, dopo essere uscito per fare la spesa, è tornato a casa, intorno alle 9:30, ed ha trovato la moglie a letto che dormiva. A quel punto, Quarta ha impugnato la pistola e l’ha uccisa nel sonno.
In seguito, intorno alle 12.20, l’uomo, l’anziano, un elettricista in pensione, ha contattato il 118, riferendo di aver ammazzato la moglie, un agente di commercio che trattava argenteria.