Patteggiano la pena in due per il reato di omicidio stradale, in relazione alla morte di Cosimo Bello, il 28enne di Gagliano del Capo, dipendente di una ditta specializzata nella raccolta di rifiuti. Il giovane rimase coinvolto in un incidente avvenuto poco prima dell’alba del 21 novembre di due anni fa, mentre si trovava al lavoro sull’autocarro aziendale.
Il gip Angelo Zizzari, ieri, ha accolto le istanze dei legali che avevano concordato la pena con la Procura. Il conducente di una Kia Sportage, 21enne, anch’egli di Gagliano, con cui l’autocarro si era scontrato, aveva patteggiato 3 anni di reclusione, ma gli è stata concessa, come beneficio previsto dalla legge, la pena sostitutiva dei lavori di pubblica utilità per lo stesso periodo, presso il Comune di Gagliano. Per l’imputato è stata anche disposta l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni e la sospensione della patente per 2 anni. Il giovane risultò positivo all’alcol test (tasso di 1 grammo per litro, il doppio del consentito), guidava a 110 km orari (il limite era 70 km/h), compiendo una manovra di sorpasso, in presenza di linea continua. Rispondeva di omicidio stradale aggravato. Era difeso dall’avvocato Luca Puce.
Anche il conducente del mezzo aziendale Isuzu, un 57enne di Presicce Acquarica, che secondo l’accusa, avrebbe avuto una condotta di guida imprudente, per avere iniziato una manovra di svolta, senza guardare nello specchietto retrovisore, ha patteggiato, ma 2 anni con pena sospesa. Ed è stata disposta anche nei suoi confronti la sospensione della patente, ma per 1 anno. Era difeso dagli avvocati Francesco Stocco e Antonio Conte.
La famiglia della vittima era assistita dall’avvocato Donato Maruccia.
I soccorritori trovarono una Kia Sportage completamente distrutta nella parte anteriore e l’autocarro ribaltato sul lato destro. Purtroppo per Bello ormai non c’era più nulla da fare.
A bordo della Kia, invece, si trovavano due amici 20enni di Gagliano del Capo, di rientro da una festa, che non riportano ferite gravi.
Nel corso delle indagini dei carabinieri della compagnia di Tricase, il pm Maria Grazia Anastasia dispose una consulenza stradale affidata ad un ingegnere.