Picchiava la figlia e la costringeva a subire atti sessuali? Condanna a 7 anni per la madre


Condividi su

Termina con la condanna a 7 anni di reclusione il processo di primo grado a carico di una 53enne accusata di avere costretto la figlia di 10 anni (all’epoca dei fatti), a vivere in clima di terrore e sopraffazione. In che modo? Graffiandola, afferrandola per i capelli, colpendola con la scopa e chiudendola in camera. Non solo, la ragazza sarebbe stata costretta a vedere filmati pornografici, ma anche vignette dello stesso tenore ed a subire atti sessuali. L’imputata rispondeva dei reati di maltrattamenti e violenza sessuale. Infine, era accusata di diffamazione per avere offeso in un bar la reputazione dell’ex marito, definendolo un violento ed un pazzo, ma è stata assolta da questo reato per remissione di querela.

L’imputata originaria del tarantino, ma residente in un comune dell’hinterland di Lecce, all’epoca dei fatti, è stata inoltre condannata dai giudici in composizione collegiale (presidente Annalisa de Benedictis), al risarcimento del danno in separata sede ed al pagamento di una provvisionale di 20mila euro verso la figlia che si era costituita parte civile con l’avvocato Ivana Quarta. La sentenza prevede l’interdizione dai pubblici uffici e inoltre da luoghi frequentati da minori, anche come misura di sicurezza  L’imputata, difesa dall’avvocato Giovanna Quaranta, potrà fare ricorso in Appello, una volta depositate le motivazioni (entro 90 giorni).

I fatti contestati dalla Procura si sarebbero verificati tra il 2013 ed il 2019. Secondo l’accusa, rappresentata dal pm Luigi Mastroniani, la bambina sarebbe stata ripetutamente percossa dalla madre che le provocava ematomi su tutto il corpo. A volte veniva anche rinchiusa a chiave in camera, senza illuminazione. E aggredita se non svolgeva i lavori domestici.

E poi venivano contestati una serie di abusi sessuali ai danni della figlia, avvenuti nel bagno di casa. Come detto, l’imputata doveva difendersi anche dall’accusa di avere offeso l’ex marito. Ciò sarebbe avvenuto in pubblico ed anche in presenza della nuova compagna di lui e dell’ex coniuge della donna, dentro un bar a Lecce. Per questi fatti, l’imputata è stata assolta perché l’ex marito ha ritirato la querela.