Era accusato di avere venduto la marijuana a un suo amico e di pretendere il "corrispettivo", attraverso continue minacce.
È arrivata quest'oggi, la sentenza di condanna a 5 anni di reclusione per il 45enne di Giuggianello P.M., fino ad oggi incensurato. L'uomo dovrà corrispondere a D. B., anche 3mila euro di multa, come disposto dal gup Michele Toriello nel processo celebratosi con il rito abbreviato. Il Pubblico Ministero Giovanni Gagliotta aveva chiesto la stessa pena, con l'accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, oltre che di estorsione.
P.M. nello specifico, avrebbe venduto a D.B., tra l'ottobre del 2012 e marzo 2013, alcune dosi di "maria" del peso di 5 grammi per volta, al prezzo di 35 euro. Seconda la tesi difensiva, sostenuta dall'avvocato di P.M., Giuseppe Gennaccari, il suo assistito conosceva bene D.B., poiché compaesani, ma anche perché erano entrambi consumatori di marijuana. Ma sebbene P.M. avesse ceduto alcune dosi di droga leggera all'amico (da alcuni sms sembrerebbe che lo stesso avvenisse a parti invertite), l'avvocato Gennaccari ritiene che non si configurerebbe il reato di estorsione.
Infatti, da alcuni messaggi telefonici e su Fb, acquisiti in fase d'indagini preliminari, risulterebbe che il 45enne di Giuggianello si rivolgesse all'amico con frasi "forti". Queste espressioni potrebbero però risultare giustificabili, in virtù del rapporto di confidenza che legava i due amici e compaesani e dall'uso di un gergo "giovanile" che contraddistingue il "tenore" di certe frasi. Inoltre, la "reazione" di D.B. non farebbe pensare ad una persona spaventata e preoccupata da certi messaggi.
L'accusa non è risultata dello stesso avviso, poiché ha ritenuto che P.M. abbia costretto D.B. a consegnargli denaro ed oggetti in oro, come corrispettivo della vendita di sostanza stupefacente.