Si conclude con assoluzioni e proscioglimenti in merito al reato di associazione per delinquere con l’aggravante del metodo mafioso e ad altre accuse, il processo che vedeva imputati i quattro fratelli De Lorenzis di Racale ed altre persone. Parliamo della maxi inchiesta “Clean Game”, sui presunti affari illeciti con le slot machine, in cui comparivano una trentina di imputati.
I giudici della seconda sezione collegiale (presidente Pietro Baffa, a latere Luca Scuzzarella e Anna Lucia Zaurito), nella giornata di oggi, hanno disposto il non doversi procedere per la prescrizione del reato assocativo, per Salvatore, Saverio, Pietro e Pasquale De Lorenzis, tutti di Racale e per i restanti imputati. I giudici hanno soprattutto escluso l’aggravante mafiosa. Inoltre, Pasquale e Saverio De Lorenzis sono stati assolti nel merito anche per intestazione fittizia di beni. E poi prescrizione dei reati, tra gli altri, di concorrenza illecita ed esercizio di giochi d’azzardo per tutti gli altri imputati.
Secondo l’accusa, l’organizzazione imponeva agli esercenti di bar, caffetterie e tabaccherie del Basso Salento, tra Racale, Melissano, Casarano il noleggio di slot machine manomesse riconducibili alle società dei fratelli De Lorenzis.
Ed in un’altra udienza, il pm Carmen Ruggiero aveva invocato la pena di 10 anni e 6 mesi di reclusione ciascuno, per Saverio, Pietro e Pasquale, e 9 anni per Salvatore De Lorenzis, tutti di Racale. Invece, per gli altri imputati, il pm aveva chiesto il non doversi procedere per prescrizione per reati.
Non solo, la Procura aveva chiesto la modifica del reato di associazione mafiosa in associazione per delinquere, ma con l’aggravante del metodo mafioso per i De Lorenzis ed altri imputati. Ricordiamo inoltre che nel marzo 2015, il Tribunale del Riesame accolse il ricorso dei legali dei fratelli De Lorenzis in merito all’accusa di associazione mafiosa. La Procura impugnò la sentenza, ma anche la Corte di Cassazione ritenne insussistente il reato contestato.
Nel corso del processo, sono stati acquisiti i verbali di cinque collaboratori di giustizia.
Intanto, si è già concluso con una sola condanna e la prescrizione del reato per tutti gli altri imputati, il processo sulla compravendita di schede di gioco contraffatte.
Nel febbraio del 2015, il gip Antonia Martalò emise 27 ordinanze di custodia cautelare (19 in carcere e 8 ai domiciliari) e dispose il sequestro del patrimonio riconducibile all’associazione per circa 12 milioni di euro (successivamente i beni vennero dissequestrati).
Le indagini cominciarono nel 2010, dopo alcune segnalazioni anonime. Al vertice dell’organizzazione, secondo gli inquirenti, ci sarebbe stato Salvatore De Lorenzis, considerato “il re delle slot machine”.
Come detto, le accuse sono cadute al termine del processo.
Il collegio difensivo
Gli imputati sono assistiti, tra gli altri, dagli avvocati Gabriella Mastrolia Luigi Covella, Francesco Fasano, Andrea Cera, Biagio Palamà, Ladislao Massari, Roberto Sisto, Giampiero Tramacere, Giuseppe e Michele Bonsegna, Luigi Piccinni, Vincenzo Venneri, Luigi Suez, Stefano Pati, Mauro Marzano, Giancarlo Zompì, Gabriele Valentini, Americo Barba, Maria Cristina Caracciolo, Mario Ciardo, Enrico Gargiulo.