Processo “Filo d’Arianna” su mafia, droga ed estorsioni.  Arrivano cinque condanne ed un’assoluzione


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Arrivano cinque condanne, ma anche un’assoluzione piena, al termine del processo con rito ordinario sulla maxi inchiesta “Filo d’Arianna” (altri imputati sono stati già giudicati con l’abbreviato), riguardante le presunte attività illecite del clan Politi di Monteroni e del gruppo criminale del presunto boss Nocera, come le estorsioni, il riciclaggio e il traffico di droga, con il coinvolgimento di imprenditori e di un finanziere. Nel maggio del 2023, vennero eseguiti dai carabinieri del Ros ben 16 arresti.

Oggi i giudici in composizione collegiale (presidente Bianca Todaro) hanno inflitto 12 anni di reclusione ad Manuele Sperti, residente a Magliano (chiesti 11 anni), il quale è stato assolto dall’accusa di tentata estorsione con metodo mafioso ai danni dell’ex sindaco di Carmiano, Giancarlo Mazzotta. E ancora, 10 anni e 6 mesi per Antonio Mazzotta, nato a San Cesario, ma residente a Monteroni (13 anni e 6 mesi). I due sono stati condannati al pagamento di 50 mila euro (come provvisionale) ed al risarcimento del danno in separata sede in favore del Ministero dell’Interno. Inoltre, per Sperti è stata disposta la confisca della somma di 17.700 euro e la misura di sicurezza della libertà vigilata per 3 anni, una volta espiata la pena.

E poi, 1 anno per un reato tributario (pena sospesa), ma l’assoluzione da quello di autoriciclaggio aggravato da agevolazione mafiosa, per Daniele Carrozzo, di Carmiano (4 anni). Infine, 1 anno e 4 mesi con pena sospesa per Sarah Fasiello e Fernando Leo, entrambi di Porto Cesareo (2 anni e 4 mesi). Assoluzione per il solo Panfilo D’Angelo, residente a Lequile, difeso dall’avvocato Agnese Lorenzo.

In un’altra udienza, il pm Carmen Ruggiero della Dda aveva invocato 30 anni di carcere per cinque imputati ed un’assoluzione.

Gli imputati rispondevano a vario titolo delle accuse di associazione di tipo mafioso, finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, autoriciclaggio.

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Luigi e Roberto Rella, Cosimo D’Agostino, Valeria Corrado, Luigi Pedone, Giuseppe Serratì che potranno fare ricorso in Appello.

Tra le parti civili compare l’ex sindaco di Carmiano, Giancarlo Mazzotta per l’episodio della  tentata estorsione con finalità mafiose, ai suoi danni, del 29 dicembre 2018, quando sarebbe stato “sollecitato” da Manuele Sperti e Pasquale Prato a versare 250mila euro a Fernando Nocera, poiché due creditori si sarebbero rivolti al presunto boss carmianese per il pagamento. L’ex sindaco è difeso dall’avvocato Paolo Spalluto. Prato e Nocera erano stati già assolti da questa accusa con l’abbreviato.