Presunto giro di corruzione, falso e frode. Chiesto il processo per 28 persone


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Chiesto il processo, nel corso dell’udienza preliminare, per ventotto persone, tra le quali compare anche l’ex vice sindaco di Sannicola, Cosimo Piccione, nell’ambito della maxi inchiesta su un presunto giro di appalti pilotati, in cambio di favori personali e voti. Il 60enne era finito in carcere, il 10 luglio scorso, dopo essere stato arrestato insieme ad altre 7 persone (ai domiciliari). Piccione, dopo le dimissioni dalle cariche di vice sindaco, assessore e consigliere comunale, aveva ottenuto prima gli arresti domiciliari e poi l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Al momento, va ricordato, non è sottoposto ad alcuna misura cautelare.

L’udienza preliminare è iniziata questa mattina, nell’aula bunker di Borgo San Nicola, davanti al gup Giulia Proto. Il pm Patrizia Ciccarese ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti. Nessun imputato ha richiesto un rito alternativo e potrà difendersi dalle accuse in aula, in caso di processo.

L’udienza preliminare è stata rinviata al 28 aprile ed al 12 maggio per la discussione delle difese.

Tra i 28 imputati compare anche il sindaco di Sannicola, Graziano Scorrano, che risulta imputato a piede libero per turbativa d’asta.

Va detto che nel marzo scorso, il “primo cittadino” ha disposto la revoca immediata di tre assessori, nominandone altri tre, tra i quali l’ex vicesindaco Cosimo Piccione, con la carica di assessore esterno con deleghe all’Urbanistica, ufficio di piano territoriale e tributi.

Ritornando a parlare dell’udienza preliminare di oggi, tra le parti offese che potevano costituirsi parte civile, vi erano il comune di Sannicola e il Ministero per l’Istruzione, ma non hanno depositato alcuna istanza. Invece, si è costituita parte civile contro l’ex sindaco Piccione e gli altri imputati che rispondevano, in concorso con lui, di corruzione e falsa testimonianza, la funzionaria, all’epoca dei fatti, del settore urbanistica, l’ingegnere Silvia Tunno, difesa dall’avvocato Luigi Covella.

Piccione, secondo l’accusa, avrebbe “condizionato” alcune testimonianze nel corso di un procedimento penale, offrendo favori come l’istallazione di dissuasori per la sosta dei veicoli. Il riferimento è al processo per presunto mobbing ai danni dell’ingegnere, Silvia Tunno. E proprio nel giorno dell’arresto di Piccione, arrivò per lui anche la condanna ad 1 anno di reclusione (pena sospesa) per stalking.

Nei prossimi mesi, rischiano di finire sotto processo anche i dipendenti comunali (all’epoca dei fatti) Cosimo Leo, Gianpaolo Miglietta e Marco Mario Prontera. E ancora, Annunziata Fiorella Rocca, funzionaria del Comune di Sannicola e Giordano Carrozzo, Maria Pia Gioffreda (ex consigliera comunale), Walter Cosimo Pennetta.  E ancora, i rappresentanti di tre società. Si tratta di Nalba società cooperativa, Perulli srl, Salvatore Simone srl.

Il collegio difensivo

Sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Luigi Corvaglia, Luigi Covella, Amilcare Tana, Lanfranco Leo, Rocco Vincenti, Francesco Vergine, Giorgio Caroli, Andrea Sambati, Americo Barba, Roberto Sisto. Il centro del sistema, secondo l’accusa, ruotava attorno all’ex sindaco di Sannicola, considerato il promotore di un’associazione per delinquere. Piccione avrebbe posizionato nei posti chiave del comune, una serie di funzionari per condizionare l’andamento della macchina amministrativa (anche dopo la scadenza del mandato di sindaco). La presunta associazione a delinquere, per anni, avrebbe pilotato gli appalti pubblici, come quello della messa in sicurezza della scuola primaria o la realizzazione di una velostazione. E ancora il procedimento per l’affidamento del servizio scuolabus e l’esito di concorsi banditi dal Comune di Sannicola, come quello di istruttore amministrativo. Tra i casi più eclatanti, emersi nel corso delle indagini preliminari, va posto in evidenza quello della concessione degli impianti sportivi del Parco del Sergente.